Il movimento Uniti di Milazzo ritorna sulla gestione dell’emergenza Covid ed in particolare sulla riapertura delle scuole a Milazzo.

«Gli appelli sono rimasti inascoltati – si legge in una nota del portavoce Salvatore Amaddeo – ed il risultato, non a caso, sfiora il catastrofico. Personale docente contagiato, così bambini e ragazzi con intere classi in quarantena appena una settimana dopo l’apertura. Virus ovviamente passato in qualche caso alle famiglie con i danni immaginabili soprattutto per chi, non godendo dei benefici da lavoro dipendente, è stato costretto a interrompere la libera professione o chiudere l’attività. Questo al netto dei rischi per la salute fortunatamente arginati dalla vaccinazione. Ritardare di almeno 10 giorni la riapertura era “il minimo”… e considerato che gran parte della popolazione scolastica oggi è comunque in Dad e la sola differenza è il fatto di esserlo in quarantena configura un vero e proprio “disastro annunciato” di cui qualcuno deve rispondere».

Uniti contesta anche gli “open day” organizzati dalle scuole per far conoscere alle faiglie le attività didattiche in vista delle nuove iscrizioni che – secondo la nota «hanno rischiato di trasformarsi in “covid party”».

In conclusione viene chiesto «un cambio di passo anche comunicativo da parte dell’amministrazione cittadina che magari tenga conto di un cambio anche del titolare della delega (il riferimento sarebbe a Francesco Alesci titolare della Pubblica Istruzione che, ad onor del vero, non ha alcun tipo di “potere” in materia di covid, ndr) , evidentemente estraneo inadeguato al tipo di governance che il momento richiede, in favore di altre figure meglio in grado di porsi a riferimento per la collettività su un tema così importante».

 

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Nicola
Nicola
3 mesi fa

Alesci non ha mai detto una parola sull’istruzione tantomeno su didattica a distanza o problemi scuola-covid… ha la delega lui si o no? nemmeno un numero, una statistica, una dichiarazione lulla necessita o meno di fare o non fare. Lo vedo solo passeggiare il cane.

Giuseppe
Giuseppe
3 mesi fa

In tanti dicevano ” la scuola è sicura”, in base a quali logiche ?

Piero
Piero
3 mesi fa

Dopo Magistri devono far fuori politicamente anche Alesci (inconsistente ed inutile a mio avviso). Dovranno cambiare almeno altri 6 assessori da qui alla fine della sindacatura di Midili per accontentare tutti, quindi usaneranno qualsiasi scusa per scaricarli uno ad uno

Padre Maronno
Padre Maronno
3 mesi fa

Prima la decisione su DAD o presenza spettava allo stato, poi alle regioni, poi alle province, poi ai comuni ed infine all’ASP che ha rigettato le richieste dei sindaci; motivo: non sono presenti focolai all’interno delle scuole. Ovvio, le scuole erano chiuse.
Quindi che facciamo? Apriamole e facciamo in modo che tutti i focolai delle città ( piene in quel momento) entrino nelle scuole.
Giusto.

Eddy
Eddy
3 mesi fa

Non pigliamocela sempre con gli altri. Siamo davanti ad una pandemia che si diffonde sempre di più. Anche a casa, tra familiari, perchè il male è spesso inavvertito o confuso con altre patologie. Cosa c’è da raccomandare se non prudenza, prudenza, prudenza, con l’uso delle difese che già conosciamo: mascherine, distanze, vaccinazione, isolamenti, sanificazione. Le scuole chiudiamoli pure.