Il rapporto che da un decennio lega la Fondazione Lucifero all’associazione Il Giglio che gestisce “Gigliopoli, la città dei bambini” sarebbe illegittimo in quanto «non risultano formalizzati a mezzo di gare ad evidenza pubblica, come richiederebbe la natura dell’ente, ma tramite contrattazione privata». A sostenerlo un parere legale rilasciato dall’avvocato Giovanni Arena di Messina su incarico del presidente dimissionario Vincenzo Ciraolo. L’argomento era stato oggetto di discussione all’interno del cda in cui alcuni esponenti chiedevano la massima trasparenza sugli atti e sui procedimenti così, l’allora presidente, ha scelto un legale a cui chiedere di studiare a fondo la questione.

Il rapporto di partneriato tra l’Ipab e il sodalizio presieduto da Enzo Scaffidi prevede il pagamento di 108 mila euro l’anno (oltre utenze) per i molteplici servizi svolti (a cominciare dalla colonia estiva, orto biologico, fattoria didattica, casa famiglia) ma anche la concessione in comodato d’uso dei locali e delle aree circostanti.

IL CDA. In una nota Franco Scicolone, Delfina Guidaldi e Gino Puglisi ribadiscono «che l’operato del Consiglio di Amministrazione è ispirato al pieno rispetto del principio di legalità e che nessuno dei suoi componenti tutela interessi particolari» e che con questo spirito  hanno «deciso di rendere pubblico il parere dello Studio Legale Arena di Messina, al quale è stato chiesto di esprimere una valutazione sulla correttezza, sotto il profilo amministrativo, del rapporto di partenariato tra la Fondazione e l’Associazione “Il Giglio”».
I consiglieri sottolineano che «promotore della richiesta di parere è stato, con la piena adesione di tutti i membri del Cda, l’ex presidente Ciraolo il quale, in ragione della sua professione e della ovvia rete di relazioni intrattenute con i colleghi, ha anche individuato nell’avvocato Arena il professionista da incaricare, al quale va il nostro profondo ringraziamento per essersi reso disponibile a prestare la propria opera pro bono. È ovvio che le valutazioni giuridico amministrative emerse, saranno oggetto di ulteriori valutazioni, tanto da parte dell’organo di indirizzo dell’IPpab, quanto da quello gestionale».

IL PARERE. Ma cosa scrive l’avvocato Arena? Dopo avere sviscerato i rapporti di parteneriato in essere tra la Fondazione e Il Giglio (l’incontro avviene nel 2008) sottolinea che «data la natura di ente pubblico della fondazione si ritiene che i rapporti con l’associazione il Giglio non siano stati adeguatamente formalizzati e che, per tale ragione, vadano rinnovati – quanto meno a far data dalla prossima scadenza – nella forma della gara ad evidenza pubblica».

Secondo la documentazione esaminata dall’avvocato Giovanni Arena, relatore del parere, risulta che l’associazione Il Giglio «non pare vantare – o almeno non risulta indicato negli atti di cui si dispone – il requisito richiesto dall’articolo 3 dello Statuto della Fondazione, vale a dire “strutture associative regolarmente abilitate all’esercizio di attività assistenziali”». Inoltre «non risultano dettagliati i ciriteri o i parametri – necessariamente oggettivi….utilizzati per la quantificazione della erogazione di capitale riconosciuta, ogni anno, all’associazione Il Giglio» (108 mila euro nel 2019; 48 mila nel 2020 a causa del covid che ha bloccato le attività).

 La giustificazione di tale rapporto potrebbe inserirsi nel «perimetro» delle attività senza scopo di lucro ma il legale messinese spazza via anche questa ipotesi: «diffusamente quando si fa riferimento all’associazione, si usa la definizione semantica di “cofinanziatrice” o “partner».

In conclusione il parere «ritiene sia preferibile, almeno a far data dalla prossima scadenza negoziale, formalizzare adeguatamente – con gli altri strumenti imposti dalla legge – i rapporti con l’associazione Il Giglio, soprattutto al fine di garantire e documentare la sussistenza dei requisiti di trasparenza in ordine agli scopi perseguiti dalla fondazione, chiarendo i connotati programmatici, finanziari e di collaborazione».

 

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Massimo Merlino
Massimo Merlino
3 mesi fa

Gigliopoli è il fiore all’occhiello di Milazzo. Un luogo in cui i diritti dei bambini, di tutti i bambini senza differenze sociali, sono difesi e garantiti. Diritto al gioco, alla sana alimentazione, all’educazione di qualità, allo sport all’aria aperta in uno spazio protetto curatissimo, etc. Un lavoro enorme portato avanti con dedizione e professionalità dall’Associazione Il Giglio.

Peppe
Peppe
3 mesi fa

Forse una delle iniziative più interessanti e socialmente utili mai nate a Milazzo, seconda solo all’AIAS prima maniera quando era gestita dai genitori dei bambini disabili. Poi è entrata a gamba tesa la politica politicante e l’hanno resa quella che è un carrozzone politico. Si vuole fare la stessa cosa con Gigliopoli. Distruggere per occupare è lo sport preferito della politica milazzese.

Ciao
Ciao
3 mesi fa

Nelle mani di Carmelo Isgrò tutto Gigliopoli diventerebbe ancora più bello con tante attività e spendendo meno soldi

Fai ridere
Fai ridere
3 mesi fa
Reply to  Ciao

Il CAVALiERE AHAHAHHAHAAHAHAHHAHAAHHAHAAHAHAHAHAHAHAHAHHA

Last edited 3 mesi fa by Fai ridere
Aldo
Aldo
3 mesi fa

A prescindere dai cavilli e dalle formalizzazioni giuridiche da azzeccacarbugli di cui noi siciliani siamo maestri !!, nella sostanza non mi pare che l’Associazione Gigliopoli abbia fatto male. Anzi, le iniziative (scuole estive, feste a per il Natale e altre) sono “uniche e straordinarie”. Basta vedere la gioia sui volti dei fanciulli. Il resto solo polemiche per distruggere. Farisei vergognatevi

francesco
francesco
3 mesi fa
Reply to  Aldo

mio nonno diceva : chi soddi puri savvaturi conti sapi fari…..

Peppe
Peppe
3 mesi fa
Reply to  francesco

Evidentemente il nonno riconosceva a savvaturi.. uno spirito di iniziativa superiore al suo.

Cinzia
Cinzia
3 mesi fa
Reply to  Aldo

Beh… a quel prezzo….pure lo scecco che hanno nel giardino, poteva fare di meglio……Tu che ci hai guadagnato?

Capo Milazzo
Capo Milazzo
3 mesi fa

Ma Mangano dell’area marina che ha preso le difese di Gigliopoli ora che dice? Sì rimangia quello che ha scritto? Chissà perché Mangano ha detto quelle cose