Lorenzo Italiano

Si ritorna a parlare di un protocollo d’intesa tra il comune di Milazzo e la Raffineria di Milazzo, l’industria più rappresentativa del territorio. Dopo il tentativo fallito nel corso della passata legislatura è stato il sindaco Pippo Midili a riprendere il discorso nel corso della video maratona in diretta (ben un’ora e mezza) per tirare le somme dei primi 120 giorni di legislatura. L’idea sarebbe quella di individuare degli interventi significativi e duraturi a favore di tutta la cittadinanza evitando di distribuire piccole somme a pioggia. Sulla falsa riga di quello avvenuto durante la fase calda del covid quando è stato rifatto il reparto di terapia intensiva dell’ospedale Fogliani con dieci posti letto (in realtà attualmente sono solo sei quelli attivi). 

Oggi sono ritornati sull’argomento i consiglieri comunali del gruppo “Lorenzo Italiano sindaco” hanno presentato questa mattina una mozione in cui si promuove la stipula di un protocollo d’intesa con la RAM, per avviare un nuovo rapporto di collaborazione sociale tra istituzioni. Secondo indiscrezioni il sindaco Midili avrebbe fatto visita alla raffineria in diverse occasioni dal momento dell’insediamento. Stessa cosa per Italiano.

Il sindaco Pippo Midili

Nel documento dell’opposizione si prende anche atto dell’apertura del primo cittadino col quale gli stessi – sottolineano – si erano confrontati nelle scorse settimane, e si auspica “che tutte le forze politiche condividano in aula la mozione affinché si possa portare a compimento una iniziativa della quale si parla da sempre ma che – evidenziano Lorenzo Italiano, Giuseppe Crisafulli ed Antonio Amato – non si è mai concretizzata”.

La Ram – si legge nella mozione – rappresenta nel territorio un punto di riferimento economico e sociale, con 600 dipendenti diretti e altrettante unità dell’indotto. Proprio per questa ragione crediamo che debba svolgere una funzione sociale nella nostra città non limitandosi come accaduto in passato ad erogare contributi economici per le iniziative che si promuovono in estate o nel periodo natalizio. Opportuno è invece avvalersi delle maestranze  interne della Raffineria dove orbitano figure professionali del settore metallurgico, elettrico, strumentale ed edile, per ricevere dei servizi nell’interesse della comunità, come nel settore della depurazione, della manutenzione degli impianti idrici e fognari, ma anche per quel che concerne il decoro urbano».

Secondo i consiglieri questo protocollo dovrebbe contenere anche un “patto per il lavoro” al fine di poter avere un metodo che sia trasparente e che privilegi i cittadini di Milazzo e delle aree circostanti la Raffineria. «Occorre regolarizzare il mercato dell’occupazione nel comprensorio tirrenico attraverso la “qualificazione” del personale che punta ad avere accesso nel mondo dell’industria e in questo contesto si potrebbe anche coinvolgere gli istituti tecnici presenti in città”.», concludono.

DIETRO LE QUINTE. Nella passata legislatura si stava quasi per firmare il protocollo tra Comune e Ram. Uno degli interventi che prevedeva il contributo dell’industria era il recupero del teatro all’interno del Castello. Tecnici dell’industria avevano anche fatto sopralluoghi. La cifra necessaria per rimettere a nuovo la struttura  ben presto lievitò a 800 mila euro e l’ipotesi si arenò.

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AntonioM
AntonioM
9 mesi fa

Il Sindaco dovrebbe occuparsi in primis della salute dei cittadini.
Da anni le industrie hanno martirizzato il territorio impunentemente. Un dato per tutti, il rapporto S.E.N.T.I.E.R.I.
Si continua a chiedere mance o servizi (che il Comune stesso dovrebbe fornire) alle alle stesse aziende inquinanti.
E non una parola sul monitoraggio dell’inquinamento.

Davide
Davide
9 mesi fa
Reply to  AntonioM

Credimi, una partita persa. Si gioca sempre attraverso un rimpallo di responsabilità, tra il diritto al lavoro (per pochi) e quello alla salute (da garantire per ciascun cittadino): uno non dovrebbe escludere l’altro. Ci diranno sempre che è tutto in regola, adducendo ad argomentazioni di dubbio valore e consistenza; se tocchi la ram ti diranno che è colpa delle aspirapolveri.

Antonino
Antonino
9 mesi fa

un altra Ilva, vetusta e costosa, mantenuta dai soldi di chi paga le tasse

Cittadino attento
Cittadino attento
9 mesi fa

La verità è che in passato la ram ha accontentato un po’ tutti i politici, oggi invece deve soddisfare le esigenze della città. Italiano vorrebbe continuare a beneficiare come in passato, ma oggi può raccogliere solo briciole.

Davide
Davide
9 mesi fa

Un insediamento produttivo di tale portata, così radicato nel nostro territorio, avrebbe il compito, morale, di occuparsi attivamente della valorizzazione del luogo che lo ospita, attraverso interventi mirati a sostegno di beni e servizi di interesse pubblico. Non solo inquinanti, profitti, luminarie o sporadiche “donazioni”.

Vincenzo
Vincenzo
9 mesi fa

Da ciò che leggo il comune delega la RAM ad interessarsi dell’ambiente,delle opere pubbliche ed infine allo spettacolo ed al turismo,.A tal proposito perché li teniamo questi tre assessori al comune.