L’ex sindaco Giovanni Formica, gli assessori Ciccio Italiano, Carmelo Torre, Damiano Maisano e Salvatore Presti e i dirigenti Michele Bucolo, Francesco Consiglio e Raffaele Cucinotta non andranno a processo per gli atti che portarono, nel 2016, all’assunzione del Ragioniere Generale e del Capo dell’Ufficio Tecnico. Nessun abuso d’ufficio e falso ideologico, quindi, come ipotizzato dalla Procura nella richiesta di rinvio a giudizio.
A stabilirlo è stato il Presidente del Tribunale De Marco, per l’occasione in veste di Giudice dell’Udienza Preliminare, che ha prosciolto gli indagati con la formula più ampia “perché il fatto non sussiste”.

La vicenda giudiziaria aveva preso le mosse da un esposto dell’allora consigliere comunale Pippo Midili, oggi sindaco, con il quale venivano segnalate al Ministero degli Interni, alla Cosfel (che nonostante ciò autorizzò il reclutamento) e alla Procura della Repubblica presunte irregolarità nel procedimento di assunzione.
Dopo un rinvio dell’udienza da parte del Gup, che lo scorso 29 settembre aveva chiesto al Pubblico Ministero di riformulare il capo di imputazione, perché generico, oggi pomeriggio, dopo la discussione dei difensori, è arrivata la pronuncia di non luogo a procedere.

“Naturalmente sono molto contento dell’esito dell’udienza – ha dichiarato Giovanni Formica –  Come è mio costume non avevo commentato in alcun modo quando la Procura aveva chiesto il rinvio a giudizio, nonostante fossi convintissimo della bontà del nostro operato. Con l’assunzione dei due dirigenti abbiamo ripristinato un principio che nella nostra città sembrava dimenticato da decenni e cioè che alla Pubblica Amministrazione si accede per concorso e, quindi, soltanto se si possiedono le competenze giuste. Ancor più, se un comune, come quello di Milazzo, è chiamato ad affrontare momenti di grande difficoltà. La certificazione della nostra correttezza è la migliore risposta a chi, incapace di argomentare nel merito, ha utilizzato maliziosamente lo strumento dell’esposto nel tentativo di bloccare l’attività di risanamento che avevamo faticosamente avviato. Adesso valuteremo se reagire a quell’attacco o lasciare correre».
Gli indagati sono stati difesi dagli avvocati Fabrizio Formica, Giuseppe Lo Presti, Maria Scarcella, Stefania Calabrò, Gaetano Callipo, Alfonso Maria Parisi, Luca Frontino e Salvatore Silvestro.

 

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UnMilazzese
UnMilazzese
12 giorni fa

Ma l’abuso di creare una farsa di finta AMP, farsela legalizzare da un ministro dimissionario e metterci, come responsabile, qualcuno che ha aiutato a crearla dall’interno dell’amministrazione milazzese, che poi si è dimesso da quest’ultima per, poco dopo, farsi nominare, sempre da questa amministrazione milazzese, a capo di questa presa in giro è, per caso, perseguibile?

Carlo
12 giorni fa

Secondo me dovrebbe entrare la guardia di finanza nel comune di Milazzo troppi imbrogli ci sono

Oravipassa
Oravipassa
13 giorni fa

I soldi di questa causa persa chi li sborsa?

Marino Garibaldi
Marino Garibaldi
13 giorni fa
Reply to  Oravipassa

Mi piacerebbe dire: Midili
Invece no; noi!
Mentre lui da questo mese comincerà a prendere lo stipendio da Sindaco pagato dal Comune di Milazzo e non da quello di Barcellona come sarebbe più giusto.
Lo avete voluto cari milazzesi.

e io paaago
e io paaago
6 giorni fa

aggiungo che sembra quasi uno sport al comune di milazzo farsi fare ricorso, non gli importa nulla (tanto l’avvocato non lo pagano certo i dirigenti che fanno le cagate). Ti dicono loro stesso: fai causa al comune, poi perdono miseramente e pagano spese ..ma una responsabilità su quei dirigenti che hanno fatto scempiaggini? in primis l’ufficio tecnico che è a dir poco scandaloso

io non voto
io non voto
13 giorni fa
Reply to  Oravipassa

come al solito cappiddazzu cioè noi

Eromano
Eromano
13 giorni fa
Reply to  Oravipassa

La stessa comunità che pagò i ricorsi farlocchi