GUARDA IL VIDEO. «Abbiamo esordito con l’esondazione di Bastione e finito con una pandemia mondiale. Mai un’amministrazione di Milazzo ha dovuto affrontare simili problemi. Ma se tornassi indietro rifarei tutto quello che ho fatto perché ritenevo fosse la cosa giusta». Il sindaco di Milazzo Giovanni Formica ieri sera ha tenuto il comizio di fine mandato. E’ salito sul palco dopo l’intervento di Gioacchino Abbriano, candidato del Pd – Articolo Uno. Accanto a Formica i suoi assessori: Ciccio Italiano, Salvo Presti, Pierpaolo Ruello, Ginevra Schiavon. Coloro che sono stati definiti i suoi “compagni di viaggio”. Ed ha voluto raccontare «la storia degli ultimi cinque anni» e le motivazioni per cui ha deciso di non ricandidarsi alla guida della città nel quinquennio 2020-2025.

«Per cinque anni io e i miei compagni abbiamo sopportato un peso spaventoso – ha spiegato – Le persone a me vicine mi invitavano a scendere in piazza per raccontare quello che stavamo vivendo. Io non l’ho fatto, non perché avessi timore, tutt’altro: il rapporto con le persone mi è mancato tanto. Il fatto è che non sono capace di lamentarmi, sono stato eletto per risolvere i problemi e non per individuare responsabili. Perché sono qua stasera? Perché due giorni fa abbiamo approvato il bilancio 2019/2021 e siamo ritornati un comune normale come gli altri della Sicilia».

Formica ha ricordato di essersi insediato il 15 giugno 2015 e che dopo un mese è stato annullato il dissesto proclamato tre anni prima: primo caso in Italia. «Significava che da quel momento tutti i debiti dell’ente gestiti dalla commissione preposta sono piombati di nuovo sulle spalle dell’ente – ha sottolineato – Nessuno sapeva cosa fare. Io parlavo col Ministero dell’Interno e nessuno mi sapeva dire in che direzione andare. L’unica a prendere una iniziativa è stata la Corte dei Conti. Ha detto che situazione incredibile, mai accaduto che a distanza di tre anni dalla dichiarazione di dissesto un comune venisse dichiarato sano da una sentenza ma allo stesso tempo con 50 milioni di euro di debiti. Con tutti i creditori che si sono precipitati nel tentativo di recuperare i propri soldi con pignoramenti. Tra l’altro eravamo senza strumenti finanziari perché la precedente amministrazione mi aveva lasciato senza». A quel punto la Corte de conti dispone una ispezione.  «Ha inviato un esperto del Ministero che non era né mio amico, né nemico della passata amministrazione. Nella relazione conclusiva troverete due pagine di gravi illegittimità e violazioni compiute nei due anni successivi al dissesto».

Giovanni Formica

Per lungo tempo – ha sostenuto Formica – non ha avuto uno strumento che gli consentisse di spendere un euro. «Non pagare capricci, ma le cose che servono alle persone per vivere: pagamento della raccolta e smaltimento dei rifiuti, l’energia elettrica, garantire l’assistenza ai bambini disabili scolarizzati, la benzina dei mezzi comunali. Nei primi quattro mesi del 2016 sono andato avanti a colpi di determine sindacali, assumendomi tutte le responsabilità. E io non potevo salire sul palco a lamentarmi perché il mio compito era governare e venirla a raccontare quando tutto è finito. La gente ha i suoi problemi, i suoi disagi, e il mio compito non era quello di deprimerla».

 Rispetto a chi era salito sul palco dei comizi «scrollando un salvadanaio» dicendo «che vogliono venire qui perché adesso ci sono i soldi» ha svelato: «Noi abbiamo trovato due milioni 800 mila euro di bollette della luce non pagate del periodo post dissesto e siamo finiti nel mercato di salvaguardia (dei cattivi pagatori), cosa che ci è costata più un milione 200 mila euro l’anno di penalità. Ora, per fortuna ne siamo usciti. Ho trovato un resoconto che parlava di 28 milioni di euro i debiti ma erano 55 milioni».

Non è stato possibile assumere personale perché non vi erano strumenti economici. «E forse faceva comodo – ha chiosato il primo cittadino uscente – in modo che non ci fosse gente brava e competente che non doveva dire grazie a nessuno e non avrebbe consentito alcune “porcherie”».

Stoccata anche al consiglio comunale. «Abbiamo sofferto per la cattiveria delle persone e la diffamazione costante. In particolare da parte di chi era dentro le istituzioni e non ha avvertito il peso della responsabilità di compiere scelte che non erano a favore di Formica o Ciccio Italiano, ma a favore dei milazzesi. L’uomo che ora si candida alla guida del centrodestra (Pippo Midili, ndr) non ha votato nemmeno i bilanci 2013 – 2014 che erano i suoi, non i miei, li ho fatti io e non li ha votati. E assieme a lui i suoi compagni di viaggio quelli che nel corso di questi anni hanno fatto di tutto per rallentare le azioni di recupero, di ripresa e di risanamento della nostra comunità. Abbiamo avuto bilanci fermi otto mesi in consiglio comunale perché l’obiettivo era che formica non doveva riuscire dove loro avevano fallito», ha tuonato Formica.

Spiegato anche il perché della mancata candidatura: «Non mi sono ricandidato non perché avevo paura, ma perché stanco. Bisogna chiudere una stagione durata troppi anni – e di cui io probabilmente faccio parte anche io – ma che la destra arrogante tenta di riproporre».

 IL COMIZIO DI GIOVANNI FORMICA (e i minuti in cui ascoltare lo spezzone)

00:00 Ecco perchè in questi anni non sono sceso in piazza a raccontare cosa stava accadendo al comune e lo sto facendo solo oggi.

3:00 L’annullamento del dissesto, caso unico in Italia. Nemmeno il Ministero degli Interni sapeva in che direzione andare

7:00 L’opacità della tenuta dei conti e l’assenza di strumenti finanziari non ci consentiva nemmeno di spendere un euro o acquistare la benzina dei mezzi comunali. Non i capricci o l’organizzazione di spettacoli e balletti.

11:00 Coloro che nei comizi scrollavano il salvadanaio dicendo che la città era stata risanata ci ha lasciato bollette della luce non pagate per due milioni 800 mila euro.

14:00 Un comune dalla struttura zoppicante privo di figure centrali per l’incompetenza di chi amministrato prima

19:40: I motivi della mancata candidatura e l’ingerenza della Sanità nella campagna elettorale

23:00: Il comune di Milazzo non ha fatto un euro di prestito alla banca perché gestito solo con i soldi a disposizione per non aggravare la situazione

25:00. Diffidate da chi prospetta un futuro roseo perché ancora non è così. Milazzo non è una città pronta a correre. Lasciamo 32 milioni di euro di risparmi ma bisogna pagare debiti del dissesto e lo Stato invece di inviare 30 milioni di euro ha concesso solo 3 milioni.

29:00. Ricorsi scellerati sui tributi da parte di chi si presenta alla guida della città con un esito scontato a danno di 5000 cittadini e delle casse comunali.

31:00. Raccolta differenziata e problemi rifiuti.  A dicembre l’ultima parola del tribunale per assegnazione della gara da sette anni. «Non ho scelto ditte per simpatia». Le denunce alla procura sul sistema rifiuti regionale.

38:00. Tranne qualche piccola eccezione non votate i consiglieri comunali uscenti: «La maggiora parte di loro non hanno la minima idea. Sono mediocri e lo fanno solo per prestigio o interesse personale. Prima di votare la mozione di sfiducia che avrebbe rispedito a casa me, «il peggior sindaco degli ultimi 20 anni», esponenti dell’opposizione mi chiamavano per avere certezza che la mozione – promossa da loro – non passasse. Sarebbe decaduto anche il consiglio».

45:00. Assunzioni e stabilizzazione dei precari. «L’opposizione bloccava i bilanci per paura che li assumessi io».

47:00. Parcheggi a pagamento e parcheggiatori

48:00 Mancata intitolazione dell’aula consiliare a Falcone e Borsellino. Presenza mafia a Milazzo

49:00 Esondazione Bastione

51:00 Area marina protetta e nomine

53:00 Turismo: «Non bisogna raccontarci peggio di come siamo». Foto di topi sulla spiaggia su google

56:00 Ringraziamenti e auguri al nuovo sindaco: «Se tornassi indietro rifarei le stesse cose non mi pento». L’amico Ciccio Italiano

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Piero
Piero
1 mese fa

ma la fascia tricolore la tieni per uscire con tua moglie la domenica?

gigilatrottola
gigilatrottola
1 mese fa

punto 38.00 «La maggiora parte di loro non hanno la minima idea. Sono mediocri e lo fanno solo per prestigio o interesse personale. Prima di votare la mozione di sfiducia che avrebbe rispedito a casa me, «il peggior sindaco degli ultimi 20 anni», esponenti dell’opposizione mi chiamavano per avere certezza che la mozione – promossa da loro – non passasse. Sarebbe decaduto anche il consiglio” .

UnMilazzese
UnMilazzese
1 mese fa

Avrà pure fatto scelte impopolari per il bene di Milazzo, il che è da vedere, ma di iniziative e scelte strampalate che avrebbe potuto evitare di fare per il bene di Milazzo né ha fatte subire tantissime ai milazzesi. Per alcune è stato costretto a fare marcia indietro, altre, c’è le lascia come suo ricordo avvelenato (vedi finta AMP)

Cittadino informato
Cittadino informato
1 mese fa
Reply to  UnMilazzese

L’AMP l’ha fatta il ministero che con il comune non centra nulla.
Informati prima di parlare.

Milazzese arrabbiato
Milazzese arrabbiato
1 mese fa

Milazzo non si merita un sindaco così corretto e serio come formica, Milazzo si merita gente come Midili e italiano, che promettono ponti Milazzo – Genova, devi dare questo ai milazzesi purtroppo, promesse promesse e promesse………. i bilanci sono una cosa troppo noiosa e seria per essere chiacchiera da bar………….

Lulu
Lulu
1 mese fa

Ma ancora continua a scrivere ste minkiate? Ma si è dimenticato le promesse del sindaco del sabato sera? Si vada a risentire i comizi. Ma per caso leo lavora nella ditta dei rifiuti di Milazzo? Questo è il sindaco che ha definito zavorra i dipendenti del comune di Milazzo ed è quello che non li ha voluti stabilizzare.

laverità
laverità
1 mese fa
Reply to  Lulu

forse l’unica cosa in cui aveva ragione..sono tutti raccomandati e inutili..senza titoli di studio, e li dobbiamo pure stabilizzare?? ma per favore.. fosse stata un’azienda privata sarebbero stati mandati tutti a casa a pedate nel cul0

Davide
Davide
1 mese fa

È facile sparare a zero. Amministrare non è mai stato facile e, ogni Sindaco del passato, che sia stato di destra, di sinistra o di centro, ha commesso errori e generato dissapori: inevitabile! (non esiste ancora il “Padre Pio” della politica). Il sindaco a venire avrà il compito di farci dimenticare i disastri e le carenze della passata gestione. Sarà all’altezza? Ci riuscirà? Vedremo…