Martedì 5 novembre fa tappa a Milazzo Giudizio Universale, la campagna nazionale che porta avanti una causa collettiva per imporre allo Stato italiano di rispettare gli impegni presi in materia di limiti alle emissioni. Alle ore 19, al Circolo Arci Scambio di Milazzo, l’avvocato Luca Saltalamacchia illustrerà nei dettagli la campagna.

Lassala peddiri ha voluto ospitare l’associazione A Sud, che sta promuovendo Giudizio Universale in Sicilia, per condividere con la Valle del Mela uno strumento con cui battersi per una vita libera dai veleni. «La nostra è una chiamata collettiva – afferma A Sud – rivolta a tutti i comitati, le associazioni e i singoli che si battono a tutela dei territori. Chi meglio della comunità della Valle del Mela, che lotta quotidianamente contro inquinamento e morte, può rivendicare il #DirittoAlClima?

«Se cambiamento climatico significa inondazioni, alluvioni, siccità che impediscono all’agricoltura di produrre cibo, fuga da terrritori ormai inabitabili da parte di centinaia di milioni di persone – si legge in una nota –  organizzarsi e agire significa usare tutti i mezzi propria disposizione, incluso portare i propri governi di fronte alla Corte di Giustizia Europea».

Senza precedenti in Italia, la causa è stata già tentata e vinta in Olanda, “dopo la prima importante vittoria nel 2015”, si legge sul sito della campagna, “della Fondazione Urgenda contro lo Stato olandese, obbligato dalla Corte a rivedere i propri target [Climate case – Urgenda], sono aumentate esponenzialmente le azioni della società civile che mettono sotto processo i propri Stati: dalla Francia [L’affaire du siècle] all’Irlanda [Climate case Ireland], dal Belgio [Klimaatzaak] alla Svizzera [KlimaSeniorinnen], fino agli Stati Uniti [Juliana v. United States]”.

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Non basta riempire le tasche di qualche centinaio di lavoratori per far si che una società rifiorisca. Le industrie servono, ma non dovrebbero dettare legge sulla base dei loro interessi, per denaro. Dovrebbero adeguarsi loro e produrre in punta di piedi, non mistificare la realtà dicendoci che fumi e scorie siano solo vapore e eau de toilette. Chi sbaglia paghi; chi non rispetta chiuda!

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Uno dei più grandi inganni della nostra società è quello di far credere che le industrie non inquinino mai, sostenendo, al contempo, che la priorità sia il lavoro ad ogni costo, che sia l’unica via per incentivare lo sviluppo e il progresso ma senza pensare di limitare i guai. Questo è il modello “malato” del capitalismo: interessi, denaro (per pochi eletti) e più problemi che benefici.