E’ giusto che l’amministrazione comunale intervenga politicamente affinché venti “padri di famiglia” non perdano il posto di lavoro o è corretto che non intervenga nell’ambito della gestione di un appalto, lasciando libera la ditta che deve rispondere solo del servizio prestato? La questione ha scosso gli animi nella seduta consiliare di ieri sera accendendo gli animi e facendo inalberare anche il sindaco Pippo Midili che, svestiti i panni del primo cittadino diplomatico a cui ci eravamo abituati nei primi mesi di legislatura, ha ripreso per qualche minuto i toni polemici (pieni di “detto e non detto”) di quando sedeva tra i banchi dell’opposizione nella scorsa legislatura.

Ad accendere la miccia è stato il consigliere della Lega Damiano Maisano reo di avere chiesto un consiglio comunale straordinario per discutere dell’avvio del nuovo servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti previsto dal 1 aprile a cura della Caruter. Maisano, ex assessore all’Ambiente, ha spiegato che – a suo giudizio – ci sarebbero spiragli affinché tutta la forza lavoro attualmente in servizio (86 unità) possa essere mantenuto. L’appalto prevede l’impiego quotidiano di 71 operai ma di solito c’è un’assenza quotidiana di circa 20 unità che dovrebbero essere sostituiti. Inoltre, nel conteggio del personale, non è previsto il personale che dovrà occuparsi di servizi aggiuntivi come la pulizia delle spiagge o delle caditoie.

Maisano ha chiesto un consiglio comunale alla presenza di tecnici comunali per verificare se la sua tesi sia sostenibile. Una presa di posizione che ha surriscaldato gli animi. Il primo a prendere la parola è stato il sindaco Midili che ha sottolineato di non avere alcuna intenzione di aprire la questione «a 20 giorni dal cambio di gestione» poiché «sono stanco di aspettare». Si è soffermato sulla presenza di operai settantenni in servizio e di sessantenni già con i requisiti pensionistici. «Preferisco salvaguardare il posto dei lavori di trentenni», ha tuonato il sindaco. «E’ un appalto esterno ed una problematica che non appartiene a questa amministrazione. Si siedano sindacati e azienda ma l’1 aprile partirà».

Secondo il consigliere Nino Italiano se Maisano non avesse voluto solo «finire in prima pagina» avrebbe dovuto coinvolgere prima i capigruppo in modo da portare avanti la problematica insieme e non in solitudine», ha detto l’esponente di Fratelli d’Italia. Santino Saraò di Forza Italia ritiene, invece, che non sia un problema che possa risolvere in aula: «Si doveva intervenire negli anni scorsi quando è stato fatto il bando, oggi non può interloquire il consiglio comunale con l’azienda ed entrare nella loro struttura organizzativa».

DIETRO LE QUINTE. I sindacati di categoria che tutelano gli operai impegnati nel servizio di igiene urbana sono in agitazione e stanno pianificando giornate di sciopero a tutela di tutto il personale in servizio. L’intento è stato già anticipato alla prefettura di Messina.

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Paolo
Paolo
1 anno fa

Il Consiglieri prima di fare il difensore dei 20 operai doveva riflettere nel parlare perche non si puoi fare belli sulla pelle degli padre di famiglia per avere voce. Il motivo, Primo chi ha fatto il bando d’appalto aveva obbligo nel capitolato scrivere che la maestranza veniva assunta a blocco. Adesso l’amministrazione ha solo da fare bloccare gli operai se la ditta le porte da fuori

Jack
Jack
1 anno fa

ma è giusto!gestire il personale che rischia di essere lasciato a casa è compito del sindacato, è per questo che esiste. Mica deve essere l’amministrazione a gestire queste cose

domenico giorgianni
domenico giorgianni
1 anno fa

20 operai cronicamente assenti, mi sembra eccessivo

Luigino
Luigino
1 anno fa

Gia dal primo mese del cambio appalto capirete l’errore che sta facendo,spazzatura a gogo nelle strade di Milazzo,mi sa che il sindaco ha un po di fantascienza per la testa!

Francesco
Francesco
1 anno fa

Il Signor Sindaco Midili sta togliendo il pane a 20 persone di cui anche padri di famiglia è una vergogna e non vi rendete conto ,da sindaco dovrebbe tutelare i suoi cittadini soprattutto in un momento del genere e invece se ne sbatte .