AGGIORNAMENTO. Il clima all’interno dell’indotto della Raffineria di Milazzo si fa sempre più caldo. Le temperature estive, però, in questo caso c’entrano poco. Stamattina, addirittura, una delle aziende più note, la Irtis, avrebbe deciso di non aprire il proprio cantiere dopo uno sciopero proclamato dai lavoratori che hanno sollevato criticità contrattuali e chiedono di rientrare dalla cassa integrazione. Il problema è che i protocolli covid impediscono assembramenti e le ditte hanno gli accessi contingentati ma il taglio degli investimenti a causa della crisi mondiale e i limiti imposti dal nuovo Piano regionale per la qualità dell’aria pesano come macigni.

Ieri la Confsal e la Fismic Confsal, una delle confederazioni dei lavoratori maggiormente rappresentative – tramite una nota a firma dei segretari Pippo De Leo e Santo Crisafi –  hanno chiesto alla Regione e al prefetto , l’apertura di un tavolo istituzionale con le parti sociali, «al fine di analizzare e trovare le soluzioni necessarie a garantire la tenuta della produzione e dei posti di lavoro in quell’importante sito industriale del territorio messinese».

AGGIORNAMENTO. Alle ore 11 il cantiere Irtis è stato riaperto.

 

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