Stefano, era una persona d’oro ed un genitore orgoglioso. E ancora di più un uomo con un grande cuore. La sua volontà di donare gli organi oggi ha salvato sei vite. Aveva più volte confessato ai familiari di essere favorevole alla donazione. Era un desiderio messo nero su bianco sul suo tesserino da donatore che con orgoglio portava sempre con sé. E’ per questo che la moglie e i figli hanno acconsentito immediatamente l’espianto degli organi non appena i medici del Policlinico di Messina hanno comunicato che per Stefano non c’era più nulla da fare.

Una notizia che ha lasciato Milazzo senza parole. Stefano, milazzese di 53 anni,  era un amatissimo capoturno della Raffineria di Milazzo e padre di Alessandro e Giuseppe La Spada, due ragazzi conosciutissimi in città anche per il loro impegno del mondo del basket. Uno dei primi post su Facebook in ricordo di Stefano, infatti, è partito proprio dalla società Il Minibasket Milazzo che ha disposto un minuto di silenzio ed il lutto al braccio per la prossima partita casalinga  della squadra che disputa il campionato di serie D.

Stesse testimonianze di cordoglio arrivano dal suo posto di lavoro. Amatissimo dai suoi ragazzi che ormai da tempo lo consideravano quasi come un padre. La generosità che lo ha contraddistinto con questo gesto è la stessa che ha sempre portato avanti nella sua vita.

Stefano si è  sentito male il giorno di Natale ed è stato trasportato immediatamente al Policlinico in gravi condizioni per una patologia cerebrale insidiosa ed inesorabilmente fatale. Un quadro che è peggiorato di giorno in giorno fino alla inevitabile decisione di staccare le macchine che lo tenevano in vita. 

Dopo il consenso della famiglia e le procedure avviate dal coordinamento per la donazione ed i trapianti d’organo dell’azienda ospedaliera di cui è responsabile Francesco Puliatti sono stati prelevati il fegato che è stato trapiantato a Verona, un rene trapiantato ad un paziente del Policlinico di Catania, il secondo rene è stato inviato al Policlinico di Roma, il cuore che è stato trasferito a Udine per un intervento in emergenza per un paziente ormai in fin di vita. Proprio in questo caso è stata utilizzata una particolare attrezzatura che ha consentito all’organo di continuare a battere, andando oltre la prevista soglia delle due ore e permettendo il lungo trasferimento. Le cornee sono state prelevate dagli oculisti del Policlinico e inviate alla Banca degli occhi di Mestre.

La notizia è stata ufficilizzata con un comunicato inviato dal Policlinico di Messina.  «Il nuovo anno – scrivono – è cominciato  con un’intensa attività per il Policlinico universitario “G. Martino” di Messina, dove un nuovo prelievo multiorgano ha riacceso la speranza per sei pazienti. Tutto il personale del Reparto di Rianimazione dell’Aou è stato impegnato nella lunga e delicata fase dell’accertamento della morte encefalica  e delle complesse attività di mantenimento del donatore che in questo caso si sono protratte per molte ore per consentire alle équipe di prelievo di raggiungere le sale operatorie del Policlinico.
La complessa macchina organizzativa ha intersecato l’attività di numerose unità operative aziendali (tra le quali l’Utic, la Radiologia, la Neurologia, la Medicina legale, la Patologia clinica, la Microbiologia, la Virologia) al fine di consentire la valutazione dell’idoneità al prelievo e la sicurezza dei pazienti destinati a ricevere il grande dono che questa famiglia milazzese ha fatto loro».
«Il nuovo anno – afferma il direttore generale dell’Aou Giuseppe Laganga – si apre sulla scia di quanto registrato negli ultimi mesi del 2019, quando l’inaugurazione del nuovo reparto di Rianimazione (intitolato a Nicholas Green) ha dato un forte impulso alle donazioni. I risultati si sono visti immediatamente, tanto che da ottobre scorso si sono registrati 10 accertamenti e 5 donazioni multiorgano, sostanzialmente raddoppiando i dati dei primi 9 mesi del 2019».

 

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Mauro
Mauro
7 mesi fa

Sono un trapiantato e questa storia mi ha fatto ritornare con la mente al giorno in cui sono rinato. Donate, donate, donate. E fate donare. Non sapete quante vite potete salvare o liberare da una vita d’inferno. Grazie

Salvo
Salvo
7 mesi fa

Gesto nobile che deve diventare normale.
Condoglianze alla famiglia

marco
marco
7 mesi fa

Stefano un uomo NOBILE DI CUORE!!!

Zeus
Zeus
7 mesi fa

Decidere di donare i propri organi è un gesto di generosità, coraggio, rispetto per la vita e amore verso il prossimo. Difficile da imitare. La famiglia non può che essere fiera di uomo del genere! Le mie più sentite condoglianze.

domenico giorgianni
domenico giorgianni
7 mesi fa
Reply to  Zeus

Caro “zeus” sono iscritto all’albo dei donatori dal 2000 ed ovviamente apprezzo il gesto del Sig. La Spada e ti assicuro che il suo dono è assolutamente facile da imitare, anzi dovrebbe essere un fatto normale, purtroppo stupidi egoismi ed assurde credenze religiose impediscono che questo avvenga con quotidianità

Zeus
Zeus
7 mesi fa

Salve sig. Domenico…mi fa piacere che anche Lei sia stato in grado di fare una scelta cosi importante. Chi decide in tal senso vuole dare alla propria vita un ulteriore scopo. Persone buone ed altruiste…Semplicemente Bellissimo!