Peppe Marano

ESCLUSIVO. Una settantina di cittadini hanno revocato la rispettiva costituzione di parte civile nell’ambito del processo contro i vertici della Raffineria di Milazzo imputati di presunto danno ambientale causato dall’incendio di un serbatoio avvenuto il 27 settembre 2014. L’indiscrezione in possesso di Oggi Milazzo si è diffusa oggi al Tribunale di Barcellona anche se le persone interessate sarebbero legate al vincolo di non divulgazione dell’accordo transattivo. Nel pomeriggio, infatti, è stata fissata l’ennesima udienza del processo dinnanzi al giudice monocratico Francesco Alligo.

Le parti civili – per lo più privati cittadini tra cui spicca anche il politico-ambientalista Peppe Marano, attuale presidente del Cad Sociale Milazzo – secondo quanto risulta ad Oggi Milazzo avrebbero rinunciato alla costituzione contro il colosso industriale a fronte di un accordo economico raggiunto circa un mese fa pari ad un risarcimento procapite di 4 mila euro (solo qualche fortunato più del doppio) e il pagamento delle spese legali. Nella costituzione lamentavano per lo più danni biologici.

La Raffineria, visto l’accordo transattivo raggiunto con Marano, avrebbe rinunciato anche a proseguire nella causa civile per “procurato allarme sociale” intentata anni fa contro il politico che su facebook si era lanciato in una serie di attacchi contro l’azienda gestita da una joint venture paritaria Eni – Kuwait.

Rimangono parti civili le amministrazioni comunali del territorio (tra cui il comune di Milazzo), alcune associazioni ambientaliste ed un paio di privati tra cui l’ambientalista Peppe Maimone.

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Pietro
Pietro
6 mesi fa

Marano, dovrebbe scomparire da Milazzo. O quantomeno dovrebbe fare SILENZIO. Vergogna.

AntonioM
AntonioM
6 mesi fa

Magari a qualcuno servivano per potersi candidare a Sindaco. Aspetto di vedere il comizio.

Attilio
Attilio
6 mesi fa

La cosa incredibile è anche il fatto che, di fronte alle giustificate accuse da parte della gente che lo aveva seguito fino a lieti, lui Marano oggi, reinterpreta quello che è successo ieri(o meglio qualche tempo fa e di cui si è avuta notizia solo ieri). Sostiene che, in poche parole, è stato risarcito per il principio chi inquina paga! Ma pensa veramente di continuare a prendere in giro la gente

Anonimo
Anonimo
6 mesi fa

Marano sei un fenomeno!!!! Con 4000 euro queste persone dovrebbero comprarsi la dignità

Davide
Davide
6 mesi fa

Ora che ci penso: se i cittadini coinvolti in tale vicenda fossero stati, non 70, ma 7000, quanti soldi avrebbero sborsato in risarcimenti? Facciamo due calcoli: 7000 x 4000=28000000 €; pertanto, la Ram sarebbe fallita e moltissime famiglie avrebbero potuto acquistare una macchina diesel di seconda mano (come dice uno dei commentatori di questa pagina), tutte auto rigorosamente inquinanti. 😉

REALISTA
REALISTA
6 mesi fa
Reply to  Davide

70 baciati dallo svieni e vinci !!!
quelli che hanno lavorato da dentro e vicino al serbatoio veramente, solo ringraziamenti e pacche sulle spalle !!!
Gli urlatori, come i cani, hanno avuto il loro osso… e muti !!!

REALISTA
REALISTA
6 mesi fa
Reply to  Davide

Ti aggiorno un pò…
RAM Capitale Sociale € 171.143.000,00 interamente versato
Per farla fallire non bastano 7000 persone ma 42.786.
Forza… sotto con la lotteria “chiedi anche tu un biglietto svieni e vinci” !!!

Davide
Davide
6 mesi fa
Reply to  REALISTA

Grazie per la precisazione, la mia voleva essere più una battuta… se così fosse avremmo dovuto considerare tutta la popolazione di Milazzo più un contributo esterno, di un’altra cittadina vicina, pazienza! Tutto questo per dire: l’azienda non fallirà mai!