I comuni di Milazzo, San Filippo del Mela, Venetico, Torregrotta e Barcellona tra gli snodi della pirateria televisiva europea. Secondo quanto risulta ad Oggi Milazzo nell’ambito dell’inchiesta sulla piattaforma Xtream Codes, sequestrata dalla Guardia di Finanza su indicazione della procura di Napoli, ci sarebbero indagati residenti nei cinque comuni del mamertino. 

Al momento dello “spegnimento” vi erano 700mila utenti collegati, e un potenziale di 5 milioni di utenti totali, che con un abbonamento da 15 euro al mese riuscivano a guardare i programmi trasmesso dalla principali pay tv e dalla piattaforme a pagamento (Sky, Dazn, Netflix). Gli utenti ora rischiano il carcere da 6 mesi a tre anni e una multa fino a 28 mila 822 euro.

«Individueremo gli utenti italiani e verranno perseguiti», ha spiegato il colonnello Giovanni Reccia, comandante del Nucleo speciale tutela della privacy e frode tecnologica. L’indagine, svolta in collaborazione con Eurojust, è a carico di 25 soggetti, tra cui due greci, ideatori della piattaforma. Base dell’organizzazione in Italia è Napoli, con collegamenti in 9 città italiane. Le rivendite erano particolarmente frequenti in Lombardia, Veneto, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Tra questi anche i cinque comuni del comprensorio di Milazzo. I clienti sono divisi in tre categorie: famiglie, imprese e perfino hotel.

Durante le perquisizioni effettuate questa mattina nei confronti dei promotori dell’organizzazione che gestiva le «tv pirata» è stato arrestato in flagranza di reato, a Salonicco, Christos Papaoikonomu, inventore e gestore della piattaforma Xtreamcodes perché trovato in possesso di oltre 110mila euro in contanti, criptovalute e numerose centrali. L’operazione è stata svolta in collaborazione tra la Guardia di Finanza e la Polizia greca, sotto il coordinamento dell’agenzia europea Eurojust.

Sono otto gli ordini europei di indagine nei confronti di una associazione a delinquere a carattere transnazionale emessi dalla Procura della Repubblica di Napoli sono eseguiti simultaneamente in Olanda, Francia, Grecia, Germania e Bulgaria con numerose perquisizioni sul territorio nazionale per smantellare le centrali ed aggredire i rilevanti proventi illeciti.

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