Con il coordinamento della Procura della Repubblica di Barcellona, grazie all’intervento dei sommozzatori del 3° Nucleo Subacqueo Guardia Costiera di Messina, la Capitaneria di Porto di Milazzo  ha rimosso 16 gavitelli e boe di vario tipo e dimensioni con rispettivi spezzoni di cime di materiale vegetale, abusivamente posizionati nello specchio acqueo attiguo all’imboccatura del porto di Milazzo, in località Acqueviole. Durante l’attività i sommozzatori sono riusciti a rimuovere e trasferire sulla spiaggia anche 40 “corpi morti” costituiti da agglomerati cementizi e spuntoni di ferro utilizzati per ancorare le medesime boe.

«Questi dispositivi – si legge in una nota della capitaneria di Porto guidata dal capitano Francesco Terranova – realizzati ed installati illegalmente, oltre a concretizzare una occupazione abusiva di area demaniale, rappresentano un’evidente minaccia per l’ambiente marino costiero a causa del tipo di materiale utilizzato ed abbandonato in mare».

L’intervento è stato predisposto sulla scorta di una informativa di reato inviata all’Autorità giudiziaria, per occupazione abusiva di suolo demaniale marittimo. «L’operazione, finalizzata alla bonifica di un tratto di litorale in prossimità della infrastruttura portuale – conclude la nota della capitaneria  –  è stata realizzata grazie alla collaborazione della Autorità portuale di Messina e Milazzo che ha fornito i mezzi necessari alla rimozione dalla battigia di tutto il materiale rinvenuto in mare dai sommozzatori della Guardia Costiera, restituendo una vasto settore di specchio acqueo alla libera fruizione».

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