Stamattina sia la Commissione Ambiente che quella alla Sanita dell’Assemblea regionale Siciliana si sono occupati della Raffineria di Milazzo e dell’inquinamento nella Valle del Mela. L’unico atto tangibile è uscito dalla Commissione Sanità  la quale, dopo avere ascoltato il sindaco di San Filippo del Mela Gianni Pino, l’assessore al Territorio e Ambiente e i vertici dell’Arpa, ha all’unanimità deciso di approvare un atto di indirizzo affinché vengano immediatamente installate sette centraline (attualmente ce ne sono due) per verificare le emissioni nella Valle del Mela. Naturalmente si tratta di un auspicio. Dal 2015 si attendono le centraline “odor prep” dell’Arpa per catturare gli odori nauseabondi provenienti dall’area industriale. Anche all’epoca sembrava tutto fatto.

Contemporaneamente si stava discutendo nella Commissione Ambiente dello stesso argomento con i vertici della raffineria di Milazzo, il direttore generale Piero Maugeri e il Capo delle Relazioni esterne Luca Franceschini (non si capisce perchè non si sia tenuta una riunione congiunta). Maugeri ha relazionato sul blocco che sabato 16 settembre ha interessato gli impianti a causa di un problema ad una centralina interna.

All’incontro ha preso parte anche il deputato Pino Galluzzo. «Pretendiamo che nel più breve tempo possibile gli impianti della raffineria di Milazzo siano resi moderni e all’avanguardia, per garantire sicurezza e massima efficienza sul piano delle emissioni – ha detto – l’anomalia non è la fumata nera di dieci giorni fa, ma la presenza dal 1961 di una raffineria a ridosso di un centro abitato, oggi non più accettabile (in realtà dimentica che all’epoca era piena campagna e molti edifici sono sorti dopo, ndr). Gli strumenti di controllo e le azioni contro le emissioni inquinanti si sono rivelati inadeguati: è il momento di una svolta».

L’INVITO DELLA RAM. Il direttore generale della Ram Piero Maugeri ha invitato la Commissione Ambiente a visitare gli impianti in modo da rendersi conto della tecnologia utilizzata e delle dinamiche che interessano l’attività dell’azienda ritenuta dagli addetti ai lavori tra le più all’avanguardia d’Europa. L’anno scorso sono stati investiti oltre 100 milioni di euro. Quest’anno poco meno. 

Invito idealmente respinto dall’onorevole barcellonese Tommaso Calderone, componente della Commissione Sanità. «Non mi confrontero’ con alcun dirigente industriale – ha tuonato in un post su facebook –  Non mi siederò ad alcun tavolo tecnico con gli industriali e con gli apicali degli stabilimenti industriali. Non abbiamo niente da dirci. Noi siamo le Istituzioni e loro devono , solo, rispettare le leggi». 

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pippo
pippo
3 anni fa

Mi fa ridere leggere che la RAM deve rendere gli impianti “moderni ed all’avanguardia”… ignoranti lo sono già, altrimenti non saremmo una delle prime raffinerie europee e sicuramente la migliore in italia. Tutti questi politici stanno solo cavalcando l’onda populista con il serio rischio di fare del male all’industria italiana. Andate a lavorare invece di pensare a come rubare “soldi” alla RAM

Salvatore
Salvatore
3 anni fa

Rimango basito dinanzi ad una tale ignoranza, sono veramente sconcertato e a dir poco preoccupato per i miei figli; constatando con quale superficialità e codardia i nostri “rappresentanti” si ergono a paladini della salute del popolo (e magari passeggiano con un 2000 TD). Il confronto è sinonimo di CORAGGIO-CHIAREZZA-quindi AMORE per la VERITA’.Non confrontarsi signfica NASCONDERE la VERITA’.