Pino Galluzzo

«La mancata chiusura del Cutroni Zodda di Barcellona avrebbe danneggiato principalmente l’ospedale di Milazzo in quanto si sarebbe ritrovato ad affrontare le emergenze di un comprensorio di 160 mila abitanti senza averne i mezzi». Gli onorevoli Pino Galluzzo e Tommaso Calderone hanno aggiornato la stampa locale sui lavori della Commissione Sanità dell’Ars di cui fanno entrambi parte. L’intendimento è quello di ridare autonomia al Cutroni Zodda, oggi all’interno degli ospedali riuniti di Milazzo e Lipari con il ruolo di “ospedale di comunità”, promuovendolo, invece, al livello di “Presidio di base”.

Tommaso Calderone

In questo modo Milazzo continuerebbe ad essere Dea di 1° Livello (Dipartimento di Emergenza Urgenza e Accettazione) mantenendo tutte le unità operative, a Barcellona, «se la revisione sarà approvata in questi termini» – hanno precisato gli onorevoli – «ritornerà a funzionare un vero pronto soccorso con tutti i reparti connessi, dunque quello di Milazzo non sarà costretto ad accollarsi l’emergenza anche del barcellonese (attualmente garantisce 23 mila prestazioni annue)».

In realtà ancora sui reparti si sa ben poco (non più di cinque specialità saranno previste), come non si sa se la pianta organica verrà adeguata: non avrebbe senso se il personale di Milazzo dovesse dividersi tra le due strutture come fa attualmente.

«Probabilmente qualcuno dice che si sarebbe potuto fare di più – hanno affermato gli onorevoli – magari istitutire un reparto di oncologia, ma vi possiamo assicurare che questo è un grosso risultato».

A rappresentare l’onorevole Antonio Catalfamo, fuori sede per motivi di famiglia, è stato il portavoce Santi Cautela. «Catalfamo non fa parte della commissione Sanità . ha precisato – ma in qualità di capogruppo di Fratelli d’Italia ha un rapporto diretto con il presidente e i componenti della giunta e sta seguendo i vari passaggi».

L’ASSENZA DEL SINDACO. Assente eccellente nell’aula consiliare il sindaco Giovanni Formica (presente, però l’assessore ai Servizi Sociali Giovanni Di Bella). Ma non si sarebbe trattato di sgarbo istituzionale. Almeno da parte sua. «Semplicemente non sono stato invitato – spiega Formica – dunque non mi sembrava opportuno imporre la mia presenza. D’altronde i due deputati regionali sono venuti al Municipio e non hanno sentito il dovere di venire a salutarmi anche dal punto di vista istutuzionale».

LE PERPLESSITA’ DI CITTADINANZA ATTIVA. A non essere rassicurati dalle parole di Calderone e Galluzzo è Franco Scicolone, esponente di Cittadinanza attiva, Tribunale del Malato e promotore di un comitato permanente “per la tutela del diritto alla salute” (circa 60 associazioni) che hanno ottenuto che Milazzo non venisse declassato nella passata rete ospedaliera.

Scicolone ricorda che il decreto dell’Assessorato Regionale n°6/2015 prevedeva per l’Ospedale di Barcellona una riconversione in “ospedale di comunità” con conseguente disattivazione di quasi tutti i posti letto con esclusione di 8 posti letto in lungodegenza e 26 posti letto per la riabilitazione. «Trovo totalmente fuori luogo l’ottimismo esternato oggi dai componenti della commissione sanità – asserisce – con la trasformazione di Barcellona a “Presidio di base” è del tutto evidente che non sussistono più le condizioni affinchè Milazzo venga considerato DEA di 1° livello in quanto non raggiunge più i 150 mila abitanti di bacino. Al momento della verifica della produttività al Ministero della Sanità sarà lampante che il Fogliani, a questo punto, non avrà più i numeri per mantenere il livello di Dea». Inoltre, a Milazzo, secondo i sindacati, l’Otorinolaringoiatria e la Nefrologia saranno declassate a unità semplici mentre manterrebbe la Struttura Complessa di Pneumologia che perderebbe otto posti letto passando da sedici ad otto.

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