Francesco Vece

Centinaia di persone si sono strette attorno alla famiglia Vece (il papà Pietro, la mamma Luisa è il fratello Paolo) che oggi, alle 16,15 ha dato l’estremo saluto a Francesco, il giovane farmacista ventinovenne che ha perso la vita dopo un’agonia durata dieci giorni a causa di un incidente stradale avvenuto lo scorso 12 luglio al Tono di Milazzo.

E’ stato padre Giovanni Saccà, parroco di Santa Marina, frazione nella quale la famiglia Vece frequenta le funzioni religiose, a celebrare la partecipata cerimonia all’interno della chiesa del Carmine, troppo piccola per contenere i tanti presenti (sia la chiesa Madre che quelle del Sacro Cuore e di San Francesco di Paola erano impegnate con altre cerimonie). Accanto a lui i sacerdoti Paolo De Francesco, vice parroco alla parrocchia di Santo Stefano Protomartire, Fabio Cattafi, vice parroco a Trappitello, frazione di Taormina, ed ex compagno di classe di Francesco Vece al liceo Scientifico Impallomeni di Milazzo, e il diacono Nino Catanzaro.

Durante l’omelia padre Saccà ha richiamato maggiore attenzione al rispetto delle regole, sia da parte di chi ha il dovere di attenersi sia di chi deve farle rispettare. Il ventinovenne, infatti, si è scontrato contro un mezzo che ha invaso l’altra corsia tagliando la strada. Lungo la litoranea di Ponente gli incidenti sono all’ordine del giorno quasi sempre per l’alta velocità ma, fino ad oggi, i provvedimenti e maggiori controlli da parte delle istituzioni per cambiare lo stato delle cose sono mancati.

All’uscita del feretro (sopra la bara il camice bianco che Francesco  indossava al lavoro) è stato tributato un applauso e, prima che il corteo si trasferisse al cimitero di Milazzo, è stato fatto soffermare davanti alla sua farmacia, proprio di fronte al luogo di culto di Piazza Caio Duilio.