Al centro il presidente nazionale di Confimi Industria Paolo Agnelli, a destra Pino Galluzzo

Strade dissestate, mancaza di segnaletica, illuminazione notturna inesistente. Il degrado della zona Asi è stato al centor di una riunione del Comitato spontaneo di imprenditori dell’area che si sono rivolti al prefetto paventando situazioni di pericolo igienico-sanitario e di sicurezza. «Ormail il vaso è colmo – afferma il portavoce del comitato, Pino Galluzzo – e non c’è più tempo da perdere nell’attuare quegli interventi urgenti che abbiamo segnalato in ragione delle molteplici situazioni di pericolo esistente nell’area».

A prendere parte all’incontro non solo i titolari delle varie aziende dell’agglomerato compreso tra Giammoro e Torregrotta ma anche i rappresentanti di Confimi Industria, pronti a dare un supporto a questa battaglia che non risparmia nessun ente. Alla riunione di Giammoro hanno partecipato anche il presidente nazionale di Confimi Industria Paolo Agnelli, il direttore Fabio Ramaioli e il presidente regionale Ninni D’Aguanno, che hanno annunciato che si faranno carico delle istanza in sede nazionale. Al termine del dibattito, infatti, è stato condiviso un documento che sarà inviato al prefetto, all’Irsap, alla Regione, alla Città Metropolitana di Messina e ai sindaci del comprensorio di Milazzo.

Dal documento si evince che «si registra una carenza ormai cronica di interventi da parte della pubblica amministrazione e non sono garantiti adeguatamente i servizi di manutenzione delle strade, di illuminazione e che in generale lo stato di abbandono in cui versano i luoghi determina situazioni di pericolo per la sicurezza delle persone».

Tra le richieste avanzate anche la valorizzazione dell’intera zona Asi attraverso quanto indicato dall’Irsap in sede di Masterplan per la provincia di Messina con riferimento al finanziamento di due milioni 700 mila euro per il progetto di rifacimento dell’asse viario. «Non siamo più disposti a rimanere in silenzio e attendere – conclude Galluzzo – Non è più possibile che i programmi di investimento e di miglioramento attuato dalla aziende siano ostacolato dalla insussistenza di specifici interventi volti ad assicurare livelli accettabili di sicurezza della viabilità».

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