Babul Miah

La I sezione della Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di condanna a 26 anni di reclusione inflitta dalla Corte d’Appello di Messina al bengalese Babul Miah, accusato di avere ucciso lungo un sentiero di Capo Milazzo il connazionale Taj Ali all’alba del 20 agosto 2012. Si dovrà celebrare un nuovo processo di Appello a Reggio Calabria. Nel dicembre 2015 la Corte d’Assise d’Appello di Messina aveva riformato la sentenza di primo grado che condannava l’uomo a 28 anni per omicidio aggravato dalla rapina (che rimane valida). Il reato fu  riqualificato in furto visto che la vittima aveva con se 750 euro in contanti che l’aggressore poi avrebbe trattenuto. I dubbi sollevati dai difensori del bengalese (Tommaso Autru Ryolo, Salvatore La Malfa e Saverio Camuti) sono molteplici: a Miah non sarebbe stato fornito un interprete, le celle telefoniche non avrebbero individuato con certezza la sua presenza all’ora della morte, perplessità anche sull’esame del Dna effettuato su alcune tracce di sangue ritrovate sui sandali indossati dall’imputato.

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