Sarebbero le “solite” petroliere in rada o intente nelle operazioni di carico e scarico ai pontili della raffineria Eni – Kuwait, le principali indiziate degli odori molesti che hanno ammorbato il centro di Milazzo. Ormai è un fenomeno che si ripete ciclicamente quando i venti spirano verso Capo Milazzo. Nel “dubbio” alla Ram sono state rallentate le operazioni ai pontili del colosso industriale.

Le proteste dei cittadini sono state molteplici. L’odore molesto era quello di benzina, “prodotto finito” e non in lavorazione, dunque. Il sindaco Giovanni Formica ha allertato sia l’Arpa che la prefettura di Messina. Ancora il comune attende dall’ Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente il “campionatore” che consente di raccogliere e analizzare in tempo reale le cosiddette “emissioni fuggitive”.

Problemi che  comunque, si sono fatti persistenti nell’ultima settimana. Gli eventi si sono verificati a San Filippo del Mela, principalmente nella frazione di Archi, e a Pace del Mela, nella contrada Passo Vela, tristemente conosciuta come il quartiere delle donne con le parrucche. «Oggi invece – attacca Peppe Maimone dell’associazione Adasc –  il centro cittadino di Milazzo è stato investito da un persistente odore di pura matrice industriale presumibilmente di origine petrolifera»

“Questa situazione – spiega  Maimone – crea un grave pregiudizio per la salute pubblica, soprattutto per la popolazione più a rischio. Stamattina ho ricevuto decine di segnalazione di cittadini preoccupati per l’esposizione all’azione di agenti inquinanti potenzialmente dannosi per la salute pubblica e per la presenza di una maggiore incidenza di patologie ambientali. L’Associazione ribadisce la necessità di avviare ispezioni straordinarie ed urgenti all’interno delle industrie per fare luce su questo annoso problema. Suggeriamo l’istituzione di un tavolo per dare risposte concrete al territorio con la presenza della Prefettura di Messina, dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, Arpa, Città Metropolitana di Messina, Asp, Capitaneria di Porto, Amministrazioni Comunali e Associazioni ambientaliste».

 Dell’accaduto sono state informate tutte le istituzioni nazionali, regionali e territoriali preposte alla tutela dell’ambiente e della salute pubblica.

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john caccamo
john caccamo
3 anni fa

ad onor del vero gli odori killer si sentono anche quando non ci sono le petroliere, le quali quest’ ultime, sono sempre meno(per fortuna) a causa dei costi esorbitanti di raffinazione imposti da Eni …

Ram
Ram
3 anni fa

Tutti i soldi guadagnati dopo una vita di lavoro, vengono spesi in medicinali. Grazie

Oppio
Oppio
3 anni fa

CHIUDIAMO LA RAFFINERIA

Ignorante e in bolletta.
Ignorante e in bolletta.
3 anni fa

Con il mio : e mò !!!!
Volevo alludere proprio a questo : e mò , non succederà nulla come sempre !!!!

Ferdinando
Ferdinando
3 anni fa

E’UNA VERA VERGOGNA!! TUTTI I SINDACI CHE SI SONO SUCCEDUTI COMPRESO L’ATTUALE NON HANNO FATTO POLITICA DI TUTELA DEL TERRITORIO,MILAZZO CON QUESTI PERSONAGGI NON CAMBIERA’ MAI.PRENDETIVI QUESTE ZUFFIATE PER UN ETERNITA’.NON FINIRA’ MAI