Debiti prescritti, bollette inviate a defunti o a chi ha già pagato. Peppe Marano, segretario provinciale del Psi dice la sua sulla valanga di bollette, circa sedicimila, che il Comune di Milazzo ha spedito nelle settimane scorse.

«Le bollette distribuite vanno dal 2006 al 2016 e quindi ho motivo di ritenere che se negli anni l’ente non può dimostrare l’avvenuta interruzione dei termini, fino all’annualità 2011 le somme che il comune sta notificando attraverso una messa in mora sono prescritte e quindi da non pagare. – sostiene Marano – Che dire delle migliaia di notifiche a cittadini deceduti o di coloro che invece negli anni han già pagato. Che dire inoltre delle tante richieste di compensazioni formulate dagli stessi cittadini che si recavano dall’avvocato Formica nella famosa Via Umberto I per le Bollette ATO del 2011. Perchè l’attuale sindaco, l’avvocato di allora, non emette un provvedimento a favore di tutti quei ricorrenti che in lui avevano riposto la loro fiducia? Forse perchè era solo campagna elettorale?».

Marano è anche critico sui moduli necessari per i ricorsi che si possono stampare sul sito del comune di Milazzo. «Anche questa a mio modo di intendere è una mossa politica, un vero e proprio artefizio per fare cadere nel tranello il povero contribuente. Con questi moduli l’ente non vuole dimostrare l’onere della prova dell’avvenuta interruzione dei termini prescrizionali. Come Dottore commercialista procedo sulla strada intrapresa ovvero le richieste di annullamento in autotutela e quindi deve per legge, essere il comune entro 30 giorni a rispondere e a dover dimostrare l’esatto opposto e non i cittadini e le Imprese».

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