Piccoli contributi a pioggia da destinare ad iniziative benefiche, culturali e sportive o rubinetti chiusi ma, in compendo, opere pubbliche “durature” per tutta la cittadinanza. E’ il dubbio che attanaglia gli aministratori comunali che si sono succeduti negli ultimi decenni alla guida della città nel rapporto con la Raffineria di Milazzo. Il sindaco Giovanni Formica formalmente ha deciso sin dall’insediamento di non chiedere nulla per attività ricreative e manifestazioni comunali  (in avanscoperta vanno, però, gli assessori in virtù di rapporti personali o le pro loco) ma, nello stesso tempo, del protocollo ufficiale di cui si parlò l’anno scorso nemmeno l’ombra. In ballo c’era il recupero del teatro all’aperto al Castello di Milazzo (ma la cifra è lievitata a circa mezzo milione di euro) e il rifacimento di tuttto l’impianto d’iulluminazione cittadino (sei milioni di euro da investire in un programma pluriennale).

A “rispolverare” il protocollo è stato il consigliere Nino Italiano. Ieri sera ha chiesto al presidente del consiglio comunale Gianfranco Nastasi di porre all’ordine del giorno di una conferenza di capigruppo la questione.

“Un protocollo – afferma – che punti certamente alla sicurezza, alla salute dei cittadini, ma che sia anche garanzia occupazionale, che porti vantaggi in materia di servizi da offrire ai cittadini in tema di infrastrutture che servono alla città, in materia economica così come succede in tutte le parti dove insistono questi impianti industriali.

Ciò perché non va dimenticato che al momento la Raffineria rappresenta per la città la prima fonte di sostegno economico per le famiglie con tutto ciò che ne consegue sul piano economico e sociale. A maggior ragione in questo momento storico di Milazzo ove è stato appena dichiarato lo stato di dissesto”

Condividi questo articolo

guest
15 Commenti
Newest
Oldest Most Voted
Inline Feedbacks
View all comments
Massimo
Massimo
3 anni fa

A chi devi sistemare alla RAM?? Perché vchiedi stupidaggini

Eddy
3 anni fa

vedo che la gente parla senza sapere quello che dice. La raffineria è qua e qua resterà, perchè è un nostro grosso bene sociale ed ha anche una valenza strategica nazionale. Ora, visto che è così, io plaudo l’iniziativa del protocollo d’intesa tra Camune e la stessa.. Perchè essa deve dare di più alla Città, senza alcun timore di asservimento.

Lino
Lino
3 anni fa
Reply to  Eddy

Quando si ragiona così, non ho parole. Un nostro bene … cancro, incendi, fetore, inquinamento ovunque e pericolo LCfiner. Sai cos’è, tu che dici che le gente parla a vanvera. Evidentemente nella brodaglia ci mangi…

Antonio
Antonio
3 anni fa
Reply to  Eddy

E’ un bene sociale per chi ci lavora,
saluti

uomoqualunque
uomoqualunque
3 anni fa
Reply to  Antonio

chi ci lavora rischia il cancro, come minimo…

cittadino
3 anni fa

La Ram prima fonte di sostegno economico? Molto discutibile, visto che più che altro rappresenta un danno economico per lo sviluppo delle vocazioni del territorio. Di sicuro è la prima fonte di inquinamento e di morte della città

milazzo
milazzo
3 anni fa

cari Consiglieri ma pensate che “semplice” ne abbia le capacità?

Lino
Lino
3 anni fa

Comunque se non vogliono andar via, che sarebbe la cosa migliore, almeno facciano una tessera ai residenti da almeno 10 anni per pagare metà dei prodotti petroliferi, oppure paghino loro metà imu e tasi ai residenti. Questi sono i regali che chiediamo, penso tutti…

Vento
Vento
2 anni fa
Reply to  Lino

Caro Lino tu che conosci il “pericolo Lc Finer”,potresti spiegarci secondo quale norma o legge la Ram potrebbe abbassare il costo del carburante? Mi sa che proprio non c’è la minima idea dell’ attività che si svolge a Milazzo. la Ram non è proprietaria dei prodotti, raffina greggio conto terzi,e anche se lo fosse, il prezzo del carburante è all’80/85% composto da accise e iva per la precisione.