14457294_360237907641428_4922553080187331441_nProfessional shopper, coffee tester, massage tester. Sono le figure ricercate dal fantomatico comune di “Mialzo”. Oltre ai numerosi post sui presunti assenteisti al Comune di Milazzo, già ieri sera sono stati diffusi anche fotomontaggi con fantomatiche richieste di lavoro che ricalcano le figure tratteggiate negli atti della procura. Una indagine che fa passare i 59 impiegati coinvolti nell’inchiesta tutti dediti allo shopping, ai massaggi o alle lunghe pause caffè. Ed ecco avvisi di selezioni pubbliche con le foto di Totò, una donna impegnata a rilassarsi sotto le mani esperte di un massaggiatore, un giocatore di basket impegnato a fare canestro.

In queste ore si stanno svolgendo gli interrogatori di garanzia delle persone coinvolte nell’operazione. Molti hanno deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere, in attesa di potere leggere non solo l’ordinanza ma tutto il fascicolo con gli allegati. Altri, invece, hanno presentato memorie per giustificare le uscite per motivi di servizio visto che gli uffici comunali si trovano anche in sedi distaccate (spesso a cpochi metri) come il Paladiana.

14591792_360242030974349_7518085711801936492_nGIORNALI E TV NAZIONALI. Al comune sono giunte le troupe di Piazza Italia, la trasmissione di La7 condotta da Corrado Formigli e del Tg1. A non sottrarsi alle domande dei giornalisti è stato il sindaco Giovanni Formica.

Stamattina numerosi quotidiani nazionali hanno trattato l’argomento. Tutti puntano sui casi più spendibili dal punto di vista giornalistico: massaggi e allenamenti di basket durante l’orario di lavoro. Pochi chiariscono, però, che le incongruenze sono tante nei due casi specifici.

LE INCONGRUENZE. Il dipendente che da anni svolge il ruolo di direttore sportivo di un’associazione di Minibasket si è detto che lasciava il posto di lavoro per andare agli allenamenti. Ma in realtà, la mattina non vi sono sedute (anche perché avvengono nella palestra di una scuola) e nel pomeriggio sarebbero previste quando al Comune non vi sono rientri. Il caso contestato dalla procura sarebbe avvenuto nel dicembre 2014 quando risultava presente sia al palazzo municipale che ad un incontro di minibasket. In realtà, risulterebbe presente in base al referto della federazione dove spesso, non essendo un’attività agonistica, formalmente figurano i vertici delle squadre ma, alla fine i bambini, vengono accompagnati da delegati. Le contestazioni, comunque, rimangono gravi (ben 70 ore quelle non giustificate) e tutta la vicenda dovrà essere chiarita.

Il caso del funzionario (in passato componente della commissione comunale disciplinare) che durante l’orario di lavoro se ne andava al centro massaggi, in realtà, si è recata in un’occasione in un centro di fisioterapia a Piazza Nastasi (dove aveva già fatto una decina di sedute autorizzate), poi in profumeria e, infine, rientrava al comune per timbrare l’uscita dal posto di lavoro. Complessivamente un’assenza ritenuta illegittima di poco più di un’ora.

schermata-2016-10-04-alle-18-48-21IL QUOTIDIANO “LIBERO”, invece, dedica alla notizia una breve a pagina 18 ma in poche righe inanella macroscopiche inesattezze. Basta riportare il titolo: “Un dipendente timbrava per 58 colleghi che intanto andavano a fare shopping”. Fatti non riportati in nessun atto giudiziario e destituiti da qualsiasi fondamento.

 

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Il popolo
Il popolo
5 anni fa

E vergognoso e uno schiaffo a chi non ha un lavoro tutti a casa c’è poco da ridere

chicco
chicco
5 anni fa

quella con Totò è bellissima. Sperando sempre che la giustizia sia GIUSTA e che tantissimi (se non tutti) siano scagionati non ho ancora capito se il comune si costituisce parte civile, come dovrebbe essere anche a tutela dei cittadini e dei colleghi “onesti”

Salvatore
Salvatore
5 anni fa

Sig. Direttore prendo atto che pubblicate solo i commenti che vi fanno comodo.
Se la Guardia di Finanza ha effettuato indagini per 2 anni e la magistratura ha deciso di indagare i sospetti evidentemente non si tratta di casi sporadici ed in buona fede, ma bensì di serie ipotesi di reato di truffa ai danni dei milazzasi onesti che pagano le tasse. E’ inutile che continuate a minimizzare i fatti.

ciccio
ciccio
5 anni fa
Reply to  Salvatore

il periodo d’osservazione è di 1 mese , quindi l’indagine si basa solo su quel periodo.Ripeto, chi è colpevole deve pagare e il comune si deve costituire parte civile a tutela dell’immagine della città e a tutela dei colleghi “puliti” e dei cittadini

Domenico
Domenico
5 anni fa

Premesso che ciascun indagato è innocente sino al giorno di una sentenza definitiva, alcuni aspetti appaiono incontestabili: il video della persona che passa più badge è un dato di fatto, non è qualcosa di discutibile. Non contano i minuti di assenza, ma il gesto, che offende tutta la cittadinanza. A prescindere da come finirà, converrete che si tratta di un vero e proprio sputtanamento..

Massaro
Massaro
5 anni fa

ME LO AVEVANO DETTO MA NON POTEVO CREDERE CHE IL DIRETTORE CASSASSA UNA RIFLESSIONE DI UN CITTADINO SU UN “LIBERO” QUOTIDIANO ON LINE. MI SPIACE AVER PERSO SOLO TEMPO