Troppa confusione sul progetto dei Giardini di Federico II. Legambiente interviene con una nota nel tentativo di fare «chiarezza a salvaguardia del progetto e dei terreni fra l’industria e la città di Milazzo». L’argomento è ritornato d’attualità poichè l’iniziativa è rientrata all’interno delle opere finanziate in provincia di Messina dal “Patto del Sud” del governo Renzi. L’opera era stata originariamente finanziata con 10 milioni di euro dalla Regione che poi ha fatto un passo indietro. A quanto pare ora i Giardini (che rientrano in un progetto più complessivo che prevede una rete di centraline antinquinamento) ha ottenuto “solo” due milioni di euro. Troppo pochi per Legambiente.

Dei Giardini di Federico si parla a Milazzo da più di venti anni, ma probabilmente pochi sanno effettivamente in cosa consiste l’idea originale, nata dalla mente del nostro illustre concittadino Girolamo Bambara, ed elaborata con il contributo di associazioni come Italia Nostra e Legambiente. «Purtroppo, già da una prima analisi, ci siamo resi conto che non è possibile parlare dei Giardini, sia per l’esigua somma che sarebbe stata messa a disposizione, sia per le opere che con esse dovrebbero essere finanziate, che, di fatto, non potrebbero garantire il mantenimento degli obiettivi del progetto – si legge nella nota stampa –  Verrebbero meno anche i presupposti per il mantenimento della proprietà dell’area, all’interno della quale, è il caso ricordarlo, giacciono i resti di una villa romana che sarebbe tornata alla luce, per cui non si può più parlare di Sistema integrato per il monitoraggio e la riduzione del carico inquinante, in quanto si dovrebbe rinunciare a gran parte delle opere che lo costituiscono. Crediamo pertanto che sia necessario, da parte degli Enti eventualmente destinatari del finanziamento, fare chiarezza sugli obiettivi che lo stesso si propone, con il definitivo svanire di un sogno che voleva chiamarsi “Giardini di Federico».

«Nella originale elaborazione – spiega Legambiente del Tirreno –  i Giardini dovevano rappresentare un autentico polmone verde all’interno del tessuto urbano, un’ipotesi di sviluppo della città alternativo a quello industriale con il recupero conservativo di quelle aree che avevano rappresentato gli albori dell’industria a Milazzo e potevano essere da volano per una vera svolta verso una “Città Giardino”. Nel progetto presentato in una serie di incontri e convegni di altissimo profilo, l’area interessata abbracciava quindi, oltre all’area Tribò, anche tutta la zona ex Montecatini ed ex Metallurgica».

Ma il tempo passava, e, nel frattempo quasi tutte le aree diventavano private, con la necessità quindi di ridimensionare progressivamente gli iniziali propositi, senza snaturare del tutto la finalità del progetto, che, a dire il vero, non ha mai potuto godere di vere azioni di supporto delle varie amministrazioni.

Si arriva, così, al luglio 2010, quando l’amministrazione Pino appena insediatasi, inseriva il progetto nell’ultima finestra del PISU-PIST, intercettando le risorse destinate alle Aree ad alto rischio di crisi ambientale siciliane, elaborando il Progetto Esecutivo Sistema integrato per il monitoraggio e la riduzione del carico inquinante. L’area interessata è solo l’area Tribò, attraverso un protocolo con la Ram, che dona la stessa al Comune di Milazzo, vincolando la donazione alla realizzazione dell’opera. Un percorso non certo facile, ma si arriva all’approvazione definitiva del finanziamento di oltre 10 milioni di euro,ed il progetto viene definito cantierabile. A questo punto il meccanismo si inceppa, ed il finanziamento non viene erogato, ed il Comune di Milazzo si appella al CGA, che con sentenza del 16 aprile 2015, dà ragione all’Ente, riconoscendogli il diritto al finanziamento.

«Di ciò che sia successo dopo quella sentenza, non ne siamo a conoscenza – continua l’associazione –  ma stiamo intervenendo a seguito delle notizie di stampa diffuse in questi giorni, secondo le quali il progetto dei Giardini di Federico sarebbe stato finanziato con le risorse del Masterplan. Purtroppo, già da una prima analisi, ci siamo resi conto che non è possibile sostenere questa affermazione, sia per l’esigua somma che sarebbe stata messa a disposizione, sia per le opere che con esse dovrebbero essere finanziate, che, di fatto, non potrebbero garantire il mantenimento degli obiettivi del progetto».

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Eddy
Eddy
7 anni fa

Bene, benissimo che Lega Ambiente si occupi dei Giardini di Federico. Vorrei però che si occupasse anche della messa in sicurezza del territorio di Milazzo dai rischi idrici ed idrogeologici, che è uno dei problemi più attuali, visto che mezza Milazzo continua ad allagarsi ad ogni pioggia anche di poco conto. Compito che, mi sembra, rientri tra i propri.

Cicciobello
Cicciobello
7 anni fa

Si alternano le Amministrazioni e si rischia di inquinare la verità….L’opera nel 2010 era finanziatissima.Perchè non si parla del progetto esecutivo redatto dalla Famà e luminari vari bocciato dalla Regione?Se il Comune avesse prodotto un progetto approvabile,alla stregua di molti altri in quegli anni,oggi la Città godrebbe di un’altra opera.Pino è stata una tragedia.Oggi che c’entra Formica.Mah

Mar54
Mar54
7 anni fa
Reply to  Cicciobello

Amico Cicciobello, prima di scrivere fesserie, informati bene.

poveramilazzo
poveramilazzo
7 anni fa

le dimissioni sarebbero il danno minore in questo momento. più tempo passa più il danno aumenta! per favore lasciate e fate altro:

Salvo
Salvo
7 anni fa

Amministrazione Formica con la vostra incompetenza cercate di ingigantire quello che vi spetta di diritto. Milazzo non ha bisogno di persone come voi….. DIMETTETEVI….