La mancata pulizia dei tombini è diventata la causa principale degli allagamenti a Milazzo ma i problemi sono ben altri. La bomba d’acqua che ha colpito la città sabato sera ha allagato principalmente le zone della piana dove tradizionalemente questi eventi creano veri fiumi di pioggia. E i tombini c’entrano poco. Stesso problema è avvenuto a Spadafora, Barcellona, Torregrotta. Nella Piana di Milazzo a mettere in ginocchio le frazioni è l’acqua riversata dalle pendenze dell’asse viario, dai tracciati della ferrovia e dai terreni dei vivai coperti con teli di plastica. «La verità è che le condutture dei vari comuni vecchie di decenni non ce la fanno a sostenere questi flussi di acqua enormi riversati in pochi minuti – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici Ciccio Italiano – un problema ormai noto ma che molti dimenticano per sollevare polemiche inutili. A Milazzo saltano in aria i tombini…altro che caditoie»

LA PULIZIA ENTRO IL 31 AGOSTO. Le caditoie non si puliscono con un intervento mirato e straordinario dal marzo 2015. Con delibera 126 del 30 giugno (piano esecutivo di gestione) la giunta municipale ha assegnato al dirigente dei Lavori pubblici  l’obiettivo “pulizia caditoie stradali”, assegnandone le necessarie risorse di bilancio e fissando come scadenza entro cui raggiungere tale obiettivo il 31 agosto. Il 26 luglio scorso il dirigente ha provveduto a nominare il Responsabile unico del procedimento (Rup).

LE PREVISIONI DI PIRAINO. Nella seduta del 28 luglio scorso il problema degli allagamenti era stato sollevato dal consigliere Rosario Piraino il quale ricordava una sua interrogazione del 25 marzo scorso. Ha ricordato che il problema va avanti da decenni e che tutte le amministrazioni non sono riusciti a risolvere. Lettera morte sono state tutte le richieste di fondi inviati alla Regione per sistemare il convogliamento e il deflusso delle acque reflue. Via Kennedy, Feliciata e San Paolino le strade alle quale ha fatto riferimento Piraino.  «Trent’anni, fa quando ho seduto per la prima volta in questa aula. – ha replicato l’assessore Italiano –  c’era un progetto da 30 miliardi di lire per sistemare le acque reflue ma il problema rimane. L’amministrazione Pino ha trasmesso un progetto di 24 milioni di euro alla Regione, all’epoca fu detto che era “definitivo”, in realtà io dico è solo un “preliminare”. In ogni caso non abbiamno notizie nuove. Noi abbiano fatto un altro progetto tampone di “soli” 5 milioni di euro nella speranza di avere una possibilità di finanziamento più alta. Si tratta di un intervento parziale – ha precisato – ma se aspettiamo i 24 milioni di euro credo che di tempo ne passerà, non vorrei che facesse la fine di quello da 30 miliardi….». Nel frattempo Italiano ha precisato che l’unica cosa che può fare l’amministrazione è manutenzionare le attuali strutture.

LA PREOCCUPAZIONE DI BASTIONE. Il nubifragio di sabato ha nuovamente preoccupato gli abitanti di Bastione colpito il 21 novembre scorso da un’alluvione di pioggia e fango a causa dello straripamento del torrente Mela. Da quel giorno non è stato fatto nulla per mettere in sicurezza gli argini del corso d’acqua. Il comitato di cittadini ha cercato da tempo di sollecitare gli enti competenti alla salvaguardia ed alla tutela del territorio ( Comune di Milazzo, Città Metropolitana di Messina, Genio Civile di Messina, Protezione Civile di Messina, Assessorato Regionale Ambiente e Territorio). Ognuno per le proprie competenze al fine di effettuare quelle opere di manutenzione necessarie per la messa in sicurezza dell’alveo.

«Indipendentemente dal Torrente Mela, la sera di sabato 6 agosto, meno di un’ora di pioggia intensa ha di nuovo allagato la Via Bastione; mettendo a rischio l’abitato, questo perchè i pozzetti fognari sono otturati a causa di una mancata manutenzione post alluvione, di cui il Comune di Milazzo non si è fatto carico preventivamente – scrive il comitato –  abbiamo ottenuto degli incontri col Capo del Genio Civile di Messina, al quale abbiamo consegnato una perizia geologica ed una mappatura aerea dell’alveo del Mela, mediante drone fotografico. Lo stesso dicasi, per la Provincia Regionale di Messina, e la Protezione Civile. A questo punto, stiamo aspettando che venga attuato un progetto di somma urgenza, della Protezione Civile, per svuotare gli argini e rafforzare i terrapieni dal ponte ferroviario, questo da attuare entro settembre, in quanto non possiamo attendere oltre».

Un altro obiettivo del comitato è quello di avere la messa in sicurezza definita entro il 2017, grazie ai fondi del Patto per il Sud, che ammonta a 5 milioni 900 mila euro che mira a mettere in sicurezza il Torrente Mela, dal ponte dell’autostrada, fino alla foce del fiume. Ci sono anche finanziamenti per 800 mila euro, assegnati alla Provincia regionale di Messina, per mettere in sicurezza il ponte che collega Milazzo a Barcellona.

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Eddy
4 anni fa

Che ognuno dica quello che vuole, ma i fatti sono fatti. E’ da anni che si parla di questi allagamenti cittadini e che cosa è stato fatto finora ? Un bel nulla ! Perchè manca la volontà politica del fare !

salvo
salvo
4 anni fa

sono d’accordo che il problema esiste ed è molto complesso, ma almeno pulite le strade dalle erbacce e dai vari oggetti che traboccano dai cassonetti, per non parlare delle sterpaglie che invadono la strada dai vari terreni abbandonati (vedi ciantro tutta la via).Non nascondiamoci dietro un dito.

Franca
Franca
4 anni fa

L acqua che è caduta in poco tempo era talmente tanta che i tombini non riuscivano a prenderla, se poi aggiungiamo il problema dei vivai che coprono i terreni con la plastica, si capisce perché in poco tempo le strade son diventate fiumare.Non capisco come si possa pretendere che un amministrazione insediata da un anno risolva problemi che altri non hanno risolto in decenni

antonio - veritas
antonio - veritas
4 anni fa
Reply to  Franca

semplice, con i controlli. Gli stipendi di che deve controllare, li prendono…. se controllassero ANCHE

Maria
Maria
4 anni fa

Abito nella piana.Vorrei sapere quali tombini per la raccolta delle acque piovane dovete pulire; ci sono strade in cui non se ne conta uno ed altre che per trovarli ci vuole un esperto,è un’impresa uscire o tornare a casa quando piove. Si allagano le strade perchè NON CI SONO TOMBINI, semplice.. Date l’incarico a chi ne capisce risolvendo un problema vecchio come il cucco…Mio nonno stava meglio!

Antonio
Antonio
4 anni fa

Se ne inventano sempre qualcuna per screditare Milazzo durante l’estate, l’anno scorso c’erano i topi nei tombini, anche in altre città vicine si sono allagate le strade, è normale durante un acquazzone estivo,
saluti