Ciccio Italiano

Ciccio Italiano

Come mai non è stato inserito il progetto di riqualificazione dei Molini Lo Presti all’interno del Masterplan per il Sud? Se lo sono chiesti in tanti visto che  il comune di Milazzo ha preferito richiedere i fondi per un polmone verde nell’area Tribò (tra l’ex hotel Silvanetta e la Raffineria) con una rete di centraline per il monitoraggio ambientale (Giardini di Federico II). I Molini Lo Presti sono di proprietà comunale e in passato, l’ex amministrazione Nastasi, intendeva trasformarli in un polo direzionale dedicato al porto di Milazzo. Una sorta di “Porta delle Isole Eolie”.  A spiegare il perchè di questa scelta è l’assessore ai Lavori Pubblici Ciccio Italiano. «Il masterplan prende in considerazione solo opere cantierabili dotate di interesse sovralocale e suscettibili di produrre effetti positivi di sviluppo economico di rilievo metropolitano – spiega il componente della giunta Formica – i progetti finanziati dovranno essere ultimati entro il 2017. Per i Molini Lo Presti c’è solo un progetto preliminare». I Molini rimangono abbandonati da anni. Una parte viene sfruttata come magazzino. La facciata esterna è oggetto di crolli di intonaci.

Tommaso Currò

Tommaso Currò

Un ruolo importante all’interno del Masterplan se lo sta ritagliando il deputato mamertino Tommaso Curro (Pd) che ha fissato un appuntamento tra una delegazine di sindaci del messinese e il sottosegretario De Vincenti. «Sono riuscito ad ottenere la disponibilità ad incontrare dopo le festività la delegazione dei sindaci  (quello di Messina e tre rappresentanti della zona jonica, tirrenica, nebroidea) e il commissario Romano per discutere di tutti e  12 i progetti e passare alle fasi successive» spiega Currò.  «Mi sono fatto portavoce delle istanze degli amministratori locali ad avere un confronto con il sottosegretario e ho trovato la sua disponibilità  – afferma – e quindi nelle prossime settimane ci sarà l’occasione per rappresentare direttamente, nel corso dell’incontro che si terrà a Roma,  le esigenze di questo territorio. L’intervento specifico di Milazzo ha una notevole valenza perché punta alla salvaguardia ambientale e ci permette di avviare anche nuovi discorsi sui quali mi sono già impegnato, primo tra tutti quello dell’Area marina protetta divenuta ormai una realtà».

Peppe Maimone

Peppe Maimone

Secondo Peppe Maimone, presidente dell’Adasc, quella di avere scelto il progetto dei Giardini di Federico II è un’ottima scelta. «Purtroppo gli improvvisati, chi non ha cognizione di causa, o pseudo ambientalisti che solo adesso si rendono conto della grave questione ambientale attaccano tale scelta gridando allo scandalo -scrive Maimone –  Dovrebbero sapere che i progetti che possono essere finanziati attraverso questo strumento devono avere come requisito l’immediata cantierabilità (quindi progetto esecutivo) per consentire l’avvio dei cantieri entro il biennio 2016-2017. Inoltre dovrebbero conoscere nei dettagli l’utilità di un sistema di monitoraggio ambientale ma purtroppo l’improvvisazione e l’impreparazione in materia porta a commettere gravi errori. Il nostro territorio è dichiarato area ad elevato rischio di crisi ambientale dal 2002 e a tutt’oggi non dispone di una rete di monitoraggio della qualità dell’aria efficiente». Il progetto prevede l’acquisto di centraline di monitoraggio ambientale, la sistemazione di una vasta area interposta tra lo stabilimento industriale della Raffineria di Milazzo e il centro abitato con realizzazione di un parco urbano tematico, con sistemazione e mantenimento in sito dei reperti archeologici in atto presenti nel sottosuolo e piantumazione di essenze arboree autoctone ad elevata capacità di assorbimento di CO2. Il progetto prevede inoltre la ristrutturazione di due edifici di cui uno destinato ad ospitare uffici dell’Arpa dotandoli anche degli strumenti necessari per la loro opera di controllo e vigilanza ambientale. Da anni il territorio chiede al governo regionale l’istituzione di una sede periferica dell’agenzia regionale protezione ambiente utile  in caso di eventi straordinari ma anche durante le emissioni odorigene che attanagliano i centri abitati
«Le centraline di monitoraggio – conclude Maimone – sono assolutamente utili; i cittadini devono conoscere quali sostanze inquinanti respirano e in quali concentrazioni. Inoltre, per alcuni agenti inquinanti caratteristici di particolari cicli di produzione, sarà possibile inchiodare definitivamente l’azienda inquinante e chiamarla alle proprie responsabilità».

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ciccio
ciccio
6 anni fa

Caro ex “grillino” tu e i tuoi tirapiedi siete politicamene senza futuro

salvo
salvo
6 anni fa

Ed intanto a Milazzo e nel comprensorio si continua a morire di tumore, qui ancora si discute quali opere dovranno essere inserite nel masterplan, io so una verità che i soldi già finanziati per l’acquisto delle centraline sono stati spesi per acquistare alberi dalla vecchia amministrazione Italiano, ma tutto tace, Maimone dico la verità????

ciccio
ciccio
6 anni fa
Reply to  salvo

la “verità” che sai tu è un segreto di Pulcinella, è risaputo da anni, anche ufficialmente, che erano stati acquistati degli alberi come anti-inquinamento

salvo
salvo
6 anni fa
Reply to  ciccio

E dato che è un segreto di pulcinella come lo definisce lei, non se lo chiede come mai hanno sostituito le centraline agli alberi di carrubo? La risposta non la scrivo tanto è Semplice arrivarci…..(forse)

ciccio
ciccio
6 anni fa
Reply to  salvo

non ho scritto che preferisco gli alberi alle centraline. questa è stata una scelta dell’amministrazione del sindaco Lorenzo Italiano

Salvo
Salvo
6 anni fa
Reply to  ciccio

Come pensavo, la risposta non l’ha trovata, ed è per questo che Milazzo viene amministrata da persone di questo livello

ciccio
ciccio
6 anni fa
Reply to  Salvo

allora sei duro? io non ho mai detto che ho la risposta, tu, come dici di averla tirala fuori, non fare l’omertoso oppure chiedila a Lorenzo visto che è stato lui a preferire gli alberi alle centraline.