Un anno fa alla Raffineria di Milazzo si sviluppava un enorme incendio all’interno del serbatoio tk 513. Milioni di litri di nafta vergine sono andati infumo dando vita ad uno degli incidenti più imponenti degli ultimi anni all’interno della zona industriale. Fortunatamente non ci sono state perdite di vite umane, feriti o danni permanenti. Una vicenda che, però, ha scosso la comunità innalzando l’attenzione verso le tematiche ambientali. A distanza di un anno, infatti, se la Raffineria di Milazzo rimane sempre nel “mirino” degli ambientalisti, la priorità è legata all’utilizzo di un nuovo combustibile, il Css, all’interno della centrale termoelettrica A2A/Edipower di San Filippo del Mela. Si tratta di un combustibile derivato dal trattamento di rifiuti che trasformerebbe la centrale termoelettrica in un termovalorizzatore secondo i tecnici di A2a, in un inceneritore secondo gli ambientalisti. In occasione dell’anniversario dell’incendio alla Ram, oggi pomeriggio, alle 15,30, si terrà un corteo con partenza l’area antistante la parrocchia di Archi per ricordare l’evento e tenere alta l’attenzione sull’attività del colosso petrolifero, ma la manifestazione è dedicata principalmente per esprimere da parte della popolazione il proprio no alla riconverione degli impianti A2A/Edipower. Il corteo, che si muoverà a partire dalle 15.30, ed è stato organizzato insieme ai comitati di base, le associazioni e i singoli che con Padre Giuseppe Trifirò, si oppongono alla realizzazione di un impianto alimentato con Combustibile Solido Secondario. A dare l’adesione numerose associazioni e movimenti politici riuniti nel coordinamento “No Css”. «La combustione del CSS avrà un alto impatto sanitario e ambientale, del tutto assimilabile a quello degli inceneritori, basti pensare che a bruciare saranno soprattutto plastiche e derivati petroliferi vari», sostengono.

«Un anno – scrive l’associazione Adasc – fa abbiamo letto e sentito dichiarazioni di Ministri, Onorevoli ed Istituzioni ma a tutt’oggi non conosciamo le risultanze delle eventuali azioni intraprese dopo l’incendio alla Ram. Siamo solo a conoscenza di un’indagine da parte della Procura della Repubblica di Barcellona». Dopo l’incendio la Parrocchia di Archi in collaborazione con il Coordinamento Ambientale Milazzo Valle del Mela ha affittato una centralina di monitoraggio delle polveri PM2,5, gestita da Epidemiologia e Prevenzione che ha rilevato, in alcune circostanze, dati preoccupanti. A breve, grazie all’interessamento dell’Adasc verrà istallata un’altra centralina di monitoraggio della qualità dell’aria per avere maggiori informazioni sullo stato di salute dell’ambiente.

«Invece di perseguire le strategie virtuose di riduzione, riuso e riciclo dei materiali – scrive il movimento L’Altra Europa con Tsipras – l’incenerimento che il governo Renzi impone come strategia nazionale accelera quei processi inquinanti e di spreco di preziose risorse. Tutto questo sulla pelle dei cittadini: l’incenerimento, infatti, non produrrà alcun miglioramento delle condizioni ambientali, non produrrà alcun nuovo posto di lavoro».

E’ durissima la posizione del Meetup “Milazzo in MoVimento” che si scaglia, senza remore, contro il Comune di Milazzo e le sue componenti amministrative. «A parte la voce degna di lode di qualche Consigliere e di qualche Assessore che hanno avuto il coraggio personale di manifestare il proprio dissenso – hanno affermato gli attivisti – si sconosce, ancora oggi, il parere dei rimanenti Consiglieri Comunali. Stanno forse aspettando che i relativi personali ‘padrini’ politici diano direttive in merito? – hanno chiosato gli attivisti – Noi riteniamo che il Sindaco, soprattutto per la carica ricoperta, abbia il dovere di dire NO a questo scellerato progetto ed indirizzare in tal senso tutti gli atti amministrativi». A dare l’adesione i deputati Alessio Villarosa, Francesco D’Uva e Valentina Zafarana.

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AlbertoLuigiLinomassimoAntonio Recent comment authors
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Lino
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Lino

E no, non te lo lascio dire. L’incenerimento non risolve il problema dei rifiuti, ma si limita a ridurne la quantità approssimativamente al 30 – 50 % della loro massa originale, che viene trasformata in una cenere che contiene una concentrazione di alcune delle sostanze più tossiche, come le diossine e i metalli pesanti. Queste vanno nell’aria, nell’acqua e nel terreno e ce le sorbiamo lo stesso, senza contare che buona parte dei rifiuti è ancora lì da smaltire. Prima di dire stupidate, per favore, informatevi. Se volete, posso fornirvi le fonti di queste informazioni.

massimo
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massimo

Risposta per Eddy. A Milazzo la preoccupazione è legittima perchè mai dal 1960 alcun insediamento industriale ha prodotto profumo, o aria ionizzata, o rricchita di valori salubri. Anzi spesso qualcuno ricorda come prima della partenza industrale Milazzo era conosciuta nelle case profumiere di tutto il mondo per l’essenza di gelsomino. Quanto poi alla valenza economica, se ci fosse stata le industrie avrebbero marciato da sole, senza incentivi, senza l’intervento dello stato(Eni) che ripianava i debiti di dubbie gestioni, senza l’esposprio dei terreni e della salute che ha portato ai prepensionamenti anticipati in transazione alle cause di lavoro, senza l’offerta (spesso… Leggi tutto »

Antonio
Ospite
Antonio

Il futuro di Milazzo in fumo…. quelli che dovrebbero rappresentarci si stanno … Vaporizzando!!!! Quanto vale il territorio e i suoi cittadini??? Qualche sindacalista , fedele al proprio ruolo…. Sta già preparando il discorso sul ricatto occupazionale che fa sempre effetto. Siamo nelle mani del sindaco di San Filippo…. Purtroppo …. Il nostro sindaco???? Lasciamo perdere…. Il buongiorno si vede dal mattino…

eddy
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eddy

No al Css e cosa ne facciamo di questi rifiuti ? Li interriamo per avvelenare la falda acquifera che ci da anche bere ? Ma se i termovalorizzatori li troviamo pure al centro delle più grandi Città del mondo, come mai a Milazzo ed a San Filippo, dovrebbero destare tanta preoccupazione ?

cittadini mela
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cittadini mela

Eddy le falde acquifere sono inquinate dal percolato, che si forma dalla putrefazione della componente umida dei rifiuti. Il CSS invece rappresenta la componenta secca (plastica, cartone, pneumatici, fibre tessili ecc). Per risolvere il problema del percolato basta mandare i rifiuti indifferenziati in impianti di trattamento meccanico-biologico che separano l’umido dal secco. L’umido “sporco” così ottenuto, invece di inviarlo in discarica, si può utilizzare per la produzione di metano grazie alla digestione anaerobica. Quanto agli inceneritori (o termovalorizzatori come li vuoi chiamare) è una bufala che se ne ritrovino al centro delle città europee delle stesse dimensioni di quello che… Leggi tutto »

Luigi
Ospite
Luigi

Ma guarda che ignorante… Leggi di più e parla di meno, ti meriti un inceneritore davanti la porta di casa… Scellerato… Incompetente…

Alberto
Ospite
Alberto

Per dirla come l’attuale sindaco: “Semplice…. perché nelle altre città del mondo, i controlli vengono fatti, qua finirebbe a tarallucci e vino…