GALLERY. “Eran tremila, ed erano giovani e forti…” si potrebbe iniziare così il racconto dei manifestanti che oggi pomeriggio sono scesi in piazza ad Archi a protestare contro la realizzazione del termovalorizzatore e per ricordare l’incendio alla Ram che un anno fa ha scosso le coscienze ambientaliste della popolazione della Valle del Mela.

In testa un muro di sindaci ha guidato il lungo corteo che dalla piazza centrale del paese si è mosso verso la centrale Edipower, per fare ritorno alla Chiesa dell’Addolorata.

Messina, Milazzo, Santa Lucia del Mela, Pace del Mela, San Pier Niceto, Monforte, Furnari, Saponara. Tutti tranne il sindaco di San Filippo del Mela. Un’assenza che in molti non hanno compreso e che ha alimentato non poche polemiche.

Inattesa, al contrario, la presenza di Renato Accorinti che ha spiegato «Mi sento cittadino della Terra e per questo non posso fare a meno di essere qui presente. A maggior ragione adesso che, in vista della Città Metropolitana, è necessario fare gruppo tutti insieme».

Da Messina è giunta anche una delegazione dei ragazzi del Pinelli che hanno manifestato accanto a tutti gli altri giovani – molto numerosi – che hanno mostrato grande sensibilità alla questione. Tra questi, anche una rappresentanza di studenti del Liceo Impallomeni di Milazzo.

Della deputazione nazionale era presente Alessio Villarosa del M5S. «Stiamo analizzando a fondo il progetto per poter rilevare tutte le criticità. – ha dichiarato il deputato pentastellato – Intanto, ogni comune potrà deliberare di modificare lo statuto inserendo il divieto all’incenerimento dei rifiuti sul proprio territorio. Da parte nostra non mancherà l’avvio di azioni legali innanzi alle corti europee».

Dietro il corteo c’erano anche i senatori Fabrizio Bocchino e Francesco Campanella di “L’Altra Europa” che hanno sostenuto la necessità di superare questo modello di sviluppo per puntare alle produzioni ecosostenibili, definendo questo inceneritore «una bomba ecologica e sociale».

Tra i principali sostenitori del movimento ambientalista, il sindaco Antonino Campo di Santa Lucia del Mela (ha fatto affiggere per il paese dei manifesti invitando i suoi concittadini a partecipare alla manifestazione) ha sottolineato che massima contrarietà sarà espressa anche in sede di AIA, riportando tutte le valutazioni del caso, anche mediante l’aiuto di professionisti del settore.

Concluso il corteo, sul palco, a nome di tutti i sindaci, è intervenuto Giovanni Formica esordendo con un definitivo “no” all’incenerimento. «Abbiamo pagato fin troppo le conseguenze di scelte sbagliate del passato. Oggi incomincia un nuovo percorso di programmazione che investe tutti i municipi e ci dovrà portare a creare le condizioni per un nuovo modello di sviluppo che guardi all’agricoltura e al turismo» ha dichiarato il sindaco mamertino.

C’è stato spazio anche per un’arringa del consigliere di opposizione di San Filippo del Mela, Felice Bartolone, che ha giudicato «vergognosa e ambigua l’assenza del sindaco Aliprandi» al corteo. D’altro canto, irraggiungibile al telefono, il sindaco non ha potuto spiegare le ragioni della sua non partecipazione.

Tra le associazioni scese in piazza, oltre alle promotrici Adasc e NoCSS, anche Zero Waste con, in prima fila, Beniamino Ginatempo e Legambiente del Tirreno con Pippo Ruggeri.

La patata bollente è indubbiamente nelle mani dei sindaci che entro 60 giorni dal deposito del progetto (avvenuto il 18 settembre) dovranno avanzare le proprie valutazioni al Ministero dell’ambiente, cui spetterà l’autorizzazione finale.

In molti già temono che i giochi siano fatti e che quei “tremila”, se non “morti” come nella Spigolatrice, finiranno almeno sconfitti in questa lotta ambientale che, in un modo o nell’altro, potrebbe definire una volta e per tutte lo sviluppo economico futuro di questa Valle.

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MarcoVLS
MarcoVLS
6 anni fa

Vi fa paura l’inceneritore o termovalorizzatore che dir si voglia? Bhe io la protesta la farei per far monitorare i lavori con severità. Dato che il problema non è la trasformazione dell’attuale stabilimento in se, ma sarà quello di infiltrazioni mafiose che portano a lavori scadenti.

Marco
Marco
6 anni fa

Ecco un estratto che trovate su internet:

In Europa sono attivi al 2002, 354 impianti di termovalorizzazione/incenerimento, in 18 nazioni. In alcune situazioni, impianti di questo genere sono da tempo inseriti in contesti urbani, ad esempio a Vienna, Parigi, Londra, Copenaghen. Paesi quali Svezia (circa il 45% del rifiuto viene incenerito), Svizzera (~100%), Danimarca (~50%) e Germania (~35%) ne fanno largo uso; nei Paesi Bassi (in particolare ad Amsterdam) sorgono alcuni fra i più grandi inceneritori d’Europa, che permettono di smaltire fino a un milione e mezzo di tonnellate di rifiuti all’anno (~33% del totale).

ciccio
ciccio
6 anni fa

Ma l’ex cittadino ora deputato piddino aveva impegni altrove?

Ernesto
Ernesto
6 anni fa

Combstibile, solido, secondario= acronimo css per capirci quello di Acerra, di Brescia, Parma ed altre località italiane. Creato da una società di Milano che trasformerà quella già non ridente zona in discarica per produrre energia per il nord. E per la sicilia????? Mi dispiace leggere che ancora nel 2015 ci siano i termovalorizzatori che non inquinino e gli asini che voano

calciatore capiciano
calciatore capiciano
6 anni fa

A questo punto………mi sembra superfluo chiedere ai nostri eccelsi amministratori presenti di dimettersi qualora “inspiegabilmente” il progetto del termovalorizzatore dovesse andare avanti, giusto ??????
Perchè se così fosse, è evidente che lo farebbero !!!!!!!!!!!!!!