“Un euro “sospeso” per la cultura. Perché no?” E’ questa la campagna di protesta lanciata dal Circuito jazzistico siciliano, di cui fa parte la cooperativa milazzese Arte E a Capo, per protestare contro i tagli operati dalla Regione Siciliana ai contributi alle associazioni concertistiche siciliane. A partire dai concerti del chitarrista haitiano Jean-Paul Bourelly e il trio Kiss The Sky, sabato 18 gennaio a Milazzo, le associazioni che fanno parte del Circuito Jazzistico Siciliano metteranno all’ingresso dei teatri un salvadanaio di terracotta e chiederanno agli spettatori, sino alla fine delle 4 stagioni, di mettere dentro 1 euro “sospeso” come segno di protesta e come atto di simbolica solidarietà con le associazioni jazzistiche del Circuito a seguito del pesantissimo attacco ricevuto dalla politica culturale di questo governo regionale e del suo Assessore.

teatro trifiletti

«Perché diciamo che è sospeso – spiegano i responsabili delle quattro associazioni Maurilio Prestia (ass. Musiche Pa), Pasquale Tornatore (Musicarte Cl), Pompeo Benincasa (Catania Jazz) e Tindara Maimone (coop. Arte E A Capo Milazzo) -: perché come nella tradizione solidaristica napoletana il caffè, pagato da un generoso avventore al suo sconosciuto e sfortunato avventore, viene comunque consumato. Ecco, noi chiediamo al pubblico che ha già pagato o pagherà il biglietto d’ingresso per i nostri concerti, di “sospendere” 1 euro in nostro favore perché siamo noi gli sfortunati avventori: noi organizzatori di rassegne e di festival jazz da 30 anni, noi del circuito jazzistico che sommandoci facciamo circa 80 anni di rassegne e festival, con migliaia di concerti in tutta la Sicilia, centinaia di migliaia di spettatori, siamo stati ridotti a dover decidere della nostra chiusura definitiva da un governo regionale che ha manifestato sinora il suo disprezzo verso tutte le attività culturali dell’Isola. La situazione di crisi economica addotta per giustificare i tagli radicali alle miserabili risorse già destinate a teatro, musica e danza, non trova alcun riscontro in nessun’altra regione meridionale né nelle politiche nazionali. La politica del governo Crocetta è in controtendenza su questo punto con le politiche del Ministro dei Beni Culturali, Massimo Bray, che ha aggiunto risorse a quelle già esistenti e che ha anche creato le condizioni per nuovi investimenti nel settore. Mentre in Sicilia ci sono stati solo tagli a un settore che era tra i più poveri del bilancio regionale. Nell’anno di maggiore sforzo per le associazioni del Circuito, il 2013, solo Catania Jazz viene finanziata ma con un importo risibile, che definire vergognoso è già poco. Invitiamo intanto il nostro pubblico, tutti gli amanti del jazz e della musica di qualità, a far sentire la propria voce ».

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