Tensioni nella Lega a Milazzo. Tensioni che potrebbero trasformarsi nelle prossime settimane in un vero terremoto politico. I presupposti ci sono tutti. I consiglieri comunali Damiano Maisano e Alessio Andaloro, separati in casa dopo le amministrative di ottobre, hanno ricominciato a dialogare. A farli riavvicinare è stata la gestione del partito a livello locale da parte del commissario provinciale Antonio Catalfamo, capogruppo del partito di Salvini all’Ars. La goccia che ha fatto traboccare il vaso sono state le nomine del coordinamento provinciale in cui non figura nessun milazzese nonostante sia il comune  in cui alle passate amministrative abbiano ottenuta la percentuale di voti più alta e due consiglieri eletti (tra cui Maisano che era anche candidato a sindaco). I due si sono dissociati e preannunciano decisioni “estreme”.

«Apprendiamo dalla stampa delle nomine nel nuovo coordinamento provinciale della Lega effettuate dall’on. Catalfamo – scrivono – Alessio Andaloro, commissario cittadino recentemente dimissionario e Damiano Maisano, eletti col simbolo della Lega – non ci riconosciamo in questo coordinamento e nelle scelte di chi le ha fatte».

«Milazzo è stata sempre la prima città dell’isola che si è contraddistinta col simbolo della Lega. – sottolineano – Solo a titolo di esempio nelle ultime elezioni Europee, il partito ha raccolto ben 1.400 voti alla sola candidata Tardino ed ha ottenuto in altre circostanze di raccolta firme oltre 1600 adesioni identificate con carta d’identità. Ancora oggi Milazzo è il comune che ha il numero maggiore di Tesserati Lega rispetto a tutta l’isola. Questi sono dati non chiacchiere. Eppure nessuno ha mai riconosciuto questo nostro lavoro. Un lavoro svolto in sinergia con gli iscritti e con la base del partito che a Milazzo è strettamente connesso al nostro impegno e alla nostra attività e che dopo aver partecipato con entusiasmo all’impegno elettorale di Ottobre scorso, esprime amarezza e disagio per la frattura che si è creata con chi al contrario non ha svolto quel ruolo di protagonista che avrebbe dovuto avere».
I due consiglieri contestano il tentativo di riorganizzazione «come se non ci fosse una base che merita rispetto, evitando di coinvolgere coloro che questo partito a Milazzo l’hanno creato e l’hanno portato avanti mettendo impegno, sacrificio e, perché no, quell’entusiasmo dettato dal progetto portato avanti dai vertici regionali e nazionali».
Questo il motivo del perché «non possiamo accettare questi atteggiamenti del partito che al momento è rappresentato dall’onorevole Antonio Catalfamo il quale non ha mai tenuto conto di ciò che era ed è la Lega a Milazzo.
Ecco perché ci dissociamo e non riconosciamo queste scelte che mortificano Milazzo che si ritrova senza alcuna nomina nella segreteria provinciale. Questa esclusione è ingiustificabile. Questa emarginazione è intollerabile».

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Lillo
Lillo
7 mesi fa

Visto che Torre e Marano sono passati alla Lega…questi due possono passare a FdI, come diceva il vecchio sindaco, semplice.

Araba fenice
Araba fenice
7 mesi fa

Ma come? Adesso che sono arrivati i grandi eletti Carmelo Torre e Marano…questi vanno via? Secondo me Torre e Marano portano male…..ahahahahahaha

Lucy
Lucy
7 mesi fa

Un ottimo alibi per abbandonare un partito con il quale non sono riusciti a concludere i loro progetti e non hanno ottenuto quello che volevano.

Cittadino attento
Cittadino attento
7 mesi fa

Forse vi ha conosciuti bene e considerati Inaffidabili.

carmelo
carmelo
7 mesi fa

Dovrebbero essere il nuovo, ma in realtà sono la continuazione del vecchio modo di fare politica, quella politica di stampo feudale, fatta di prebende e clientele, che ha affondato la Sicilia, con l’aggravante di affidarsi ad un simbolo di un partito territoriale, i cui esponenti nazionali ostentano nei loro blog, ”prima il nord”, ed infatti abbiamo visto il risultato, con il ‘”recovery plan”.