VIDEO. Il futuro del comprensorio di Milazzo sarà legato ancora per lungo tempo alle industrie e, anzi, investimenti importanti per l’adeguamento ambientale degli impianti della Raffineria Eni – Kuwait e A2A potrebbe consentire al territorio di uscire più velocemente dalla crisi economica legata all’emergenza coronavirus. A sostenerlo Giovanni Formica e Gianni Pino rispettivamente sindaci di Milazzo e San Filippo del Mela, ospiti dell’ultima puntata di Oggi Milazzo Live (se ne parla ad 1 ora e 9 minuti dall’inizio della diretta) condotta dal giornalista Gianfranco Cusumano.

«Non consentiremo la creazione di ulteriori insediamenti industriale rinnovando una servitù su questo territorio che è stata pagato ad un prezzo alto anche se c’è stato un beneficio importante in alcuni momenti storici – ha esordito il sindaco Formica – ma è anche vero che il nostro territorio non è ancora pronto ad immaginare un futuro senza le industrie. Capisco che l’argomento non è popolare. Possiamo immaginare le cose più mirabolanti ma credere che Milazzo e il suo comprensorio oggi possano vivere soltanto di turismo o di servizi è pura utopia».

Anzi da industrie come la Raffineria potrebbe arrivare uno slancio economico. «Nei nostri territori ci sono pochissime strutture economiche capaci di immettere costantemente denaro nel circuito e una di questi per noi è la Raffineria – ha detto Formica – Ovviamente anche la crisi potrebbe suggerire al management e agli azionisti che questo può essere un momento per dare un segnale forte al territorio concentrando gli investimenti in un arco temporale più limitato rispetto ai programmi. Fare questo significa dare una iniezione di liquidità, far ripartire i consumi e cambiare l’atteggiamento psicologico delle comunità».

Milazzo senza le industrie diventerebbe come Termini Imerese. «Senza le industrie ci ritroveremmo come il comune palermitano quando fu sospesa l’attività della Fiat. Non furono solo gli operai a soffrire ma l’intero tessuto economico che si nutriva delle presenza delle industrie. E anche vero che dobbiamo dirci che è un modello che ci dobbiamo lasciare alle spalle ma spetta alla politica regionale e nazionale. La dimensione non può essere lasciata alla strategia di un municipio».

Sulla stessa linea anche il collega Gianni Pino di San Filippo del Mela. «Pensare di passare dall’oggi domani da un sistema industriale ad un altro non è fattibile a Milazzo ma anche in nessuna parte del mondo – sostiene – Per potere programmare una idea di economia diversa è necessario che si creino i presupposti. Intanto, alleggerendo il carico di inquinamento. Spingere affinché le nostre industrie si ammodernino e lascino l’olio combustile per alimentare i loro impianti. Io ho fatto questo ragionamento con A2A. Abbattere le immissioni di polvere pesanti e C02 porrà favorire l’incremento di agricoltura e allevamento. Apparteniamo all’autorità portuale tra le più ricche d’Italia anche grazie alle tasse che paga la Raffineria. A Milazzo tutto quello che si muove, dalla ricettività alla ristorazione, in buona parte si muove attorno all’indotto delle industrie. Facciamo in modo che nelle more di un complessivo piano di riqualificazione si gettano le base per una proposta alternativa».

GUARDA A PARTIRE DA UN’ORA e 9 MINUTI

Condividi questo articolo
8.347 visite

guest
14 Commenti
Newest
Oldest Most Voted
Inline Feedbacks
View all comments
Grillo parlante
Grillo parlante
3 mesi fa

La disamina dei due sindaci è sicuramente un grido di speranza che rompe il silenzio di ipocrisia che permane ormai da tempo tra la classe politica dell’hinterland milazzese. Sarebbe opportuno confrontarsi seriamente in tavoli tecnici, per definire in maniera congiunta, i valori che devono e possono essere traguardati dalle aziende.L’auspicio è quello che i valori siano scientifici e non politici.

RAM
RAM
3 mesi fa

Da dipendente RAM,mi veni u VOMITU

Davide
Davide
3 mesi fa

È innegabile: a Milazzo l’industria ha messo le radici. Sarebbe molto difficile eradicare tale modello industriale favorendone un altro, per esempio, come si legge nell’articolo, citando il turismo e i servizi. Si è generata, negli anni, una simbiosi economico-territoriale. Pertanto, sarebbe gradita l’adozione di misure contenitive per abbattere l’inquinamento, invece di fare sempre chiacchiere.

SalvoC
SalvoC
3 mesi fa
Reply to  Davide

Concordo Davide, non certamente pensando di passare da 100 a 0. Se però avviassimo adesso, in modo parallelo, una economia veramente turistica, forse in breve tempo potremmo rosicchiare qualcosa al settore industria.
Dobbiamo capire cosa vogliamo fare da grandi ed almeno ai nostri figli lasceremo uno spiraglio.
“Roma non fu costruita in un giorno” ed il nostro traguardo è pure più modesto…

Davide
Davide
3 mesi fa
Reply to  SalvoC

Il turismo a Milazzo non è mai decollato. Se non fosse per le isole Eolie Milazzo sarebbe (quasi) invisibile. Quattro lidi sparsi qua e là, e una manciata di locali non fanno di una località un’attrazione turistica. Servirebbero attrezzature, servizi e una pianificazione/ progettazione a larga scala. Turismo non è la navetta che ti porta solo al castello o piantare degli ombrelloni in spiaggia.

ism
ism
3 mesi fa

Prima si mettono parametri così restrittivi che nessuno può rispettare con le attuali tecnologie, e poi si chiede alle industrie di investire, questo accade quando parla la politica, che nulla conosce della scienza e della tecnica, cercate di intervenire sugli assurdi parametri che avete voluto, e forse qualcosa si potrà fare.

Mauro
Mauro
3 mesi fa

Finalmente si parla e si scrive della reale situazione economica locale.