«La polemica sull’aumento dello stipendio degli amministratori comunali è un gesto vile frutto di “bassa politica”». A sostenerlo in una nota è il sindaco di san Pier Niceto Luigi Calderone il quale da ieri pomeriggio si trova al centro di attacchi mediatici per la delibera con cui viene aumentata l’indennità al sindaco, alla giunta e al presidente del consiglio comunale. 

Il provvedimento, infatti, sarebbe frutto dell’applicazione di una legge che riguarda tutti i piccoli comuni italiani e comunque in molti casi si tratta di poche decine di euro «su somme ridicole»: l’indennità per assessore e presidente del consiglio è di 160 euro netti corrisposti a professionisti quali medici, imprenditori, avvocati presenti al comune quotidianamente. «Un gesto vile – scrive il sindaco Calderone – perché chi è addetto ai lavori sa benissimo che il “famoso” provvedimento pubblicato è stato fatto per dare applicazione ad una legge e non è frutto della scelta di amministratori. Un gesto vile perché chi è addetto ai lavori sa che nessuno ha ancora percepito un solo centesimo di quell’aumento. Un gesto irresponsabile perché in un momento  come questo è facile aizzare il cittadino e creare anche pericolosi climi di violenza e caccia alle streghe».

Calderone ricorda qualche episodio del passato. «Pseudo moralisti hanno levato gli scudi contro questa amministrazione. Gli stessi che hanno consentito che qualcuno percepisse duemila euro al mese per anni, cioè una cifra che equivale quanto percepisce oggi un assessore in un anno. E tutto ciò in un momento storico in cui per ic ittadini in evidente stato di bisogno poco era previsto».

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