Domani, domenica 22 settembre, dalle 10 alle 14 torna il tradizionale appuntamento con Il Mercato di Gigliopoli a Capo Milazzo.

Come ogni quarta domenica del mese da due anni a questa parte i contadini e gli artigiani che rispettano i principi del “buono-pulito-giusto” si riuniscono alla Baronia per raccontare e vendere i propri prodotti (l’ingresso è libero e accessibile da via Sant’Antonio 6).

Storie di riscatto, di ritorno alla terra e ai mestieri tradizionali: dalle nocciole bio dei Nebrodi all’antica produzione risicola di Lentini, dall’affascinante capra Girgentana allo zafferano dell’Etna, dagli unguenti naturali delle Madonie al cerimoniale del the di Raddusa, dal Tombolo di Mirabella Imbaccari alle erbe spontanee: il mercato è un viaggio tra le tradizioni e i profumi più autentici della nostra Isola.

Nei  giardini di Gigliopoli si potrà passeggiare e fare una scampagnata con la famiglia, o partecipare ad incontri e laboratori: questo mese l’importante appuntamento con Elvira Alessi, artigiana barcellonese che fa rivivere i mobili dismessi con specifiche tecniche provenzali dei primi del ‘900.

Come ogni domenica del mercato si potrà anche restare per il pranzo: un menù vegetariano con i prodotti dell’orto sinergico di Gigliopoli, con un’attenzione a celiaci e intolleranti che funge da raccolta fondi per le attività dell’Associazione che da tanti anni si occupa di bambini in situazioni disagio sociale, psichico e familiare e che il pomeriggio popolano questa “città dei bambini spensierati”.

Un’occasione di scambio e condivisione, in cui si diffonde la filosofia del mangiar sano, bio e a km0. 

«Il mercato di Gigliopoli – spiegano i promotori – è un centro commerciale naturale, in cui poter fare quattro chiacchiere e far correre e divertire i bambini; dove poter riscoprire il senso sociale delle piccole botteghe artigiane, l’autenticità della cose fatte con le mani e coltivate con il cuore; ma è anzitutto e soprattutto un luogo in cui si scambiano i sapori della terra, dove ritrovare il profumo e la genuinità delle cose di una volta». 

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