Scongiurata la crisi, salvaguardati, al massimo possibile, i livelli occupazionali e garantita la  continuità aziendale evitando così ulteriori impatti sociali ad un territorio già pesantemente  colpito dalle crisi aziendali degli ultimi anni. Questi i risultati ottenuti dall’accordo di ristrutturazione  dei  debiti  proposto  dalla Distribuzione  Cambria  s.r.l.  (titolare del marchio Spaccio Alimentare), assistita dagli avvocati Gaetano Franchina, Andrea Vasaperna e Isabella Barone e omologato dal Tribunale di Barcellona  il 6 giugno 2019. 

Il  risultato  è  stato  reso  possibile  anche  grazie  alla  tempestività  con  la  quale  sono  state  evase le numerose istanze presentate dalla ricorrente nel corso della procedura, da parte del  collegio  della  sezione  Fallimentare  del  Tribunale  di  Barcellona   presieduta da Giovanni De Marco, relatore Fabrizio Di Sano.  

Il Piano prevede, tra l’altro, l’accordo con Sma Spa e Sma Sicilia srl (titolari di circa il  73%  dell’indebitamento  complessivo  della  Distribuzione  Cambria  s.r.l.)  che  hanno  accettato  un  consistente  stralcio,  rinunciando  a  77  dei  117  milioni  vantanti  ed  il  pagamento  dilazionato  del  residuo  in  25  anni  senza  interessi,  e  la  dismissione  al  momento dell’omologa definitiva della procedura di 10 punti vendita al “Gruppo  Arena”  relativamente  agli  esercizi  commerciali  di:  Siracusa,  Aci  Sant’Antonio,  Milazzo,  Giardini  Naxos,  Misterbianco  (Centro  Sicilia),  Catania,  Lascari,  Palermo  via  crocifisso  A.  Pietratagliata, Palermo via Igham e Palermo Via Ugo La Malfa, anche se i punti vendita di  Siracusa e Centro Sicilia sono posti a condizioni in corso di avveramento. 

Ciò  garantirà  il  pagamento  integrale  dei  creditori  residuali  (rispetto  a  Sma  Spa  e  Sma  Sicilia), costituiti da centinaia di piccole imprese siciliane e il rilancio della propria attività,  seppur con un perimetro ridotto. 

I fratelli Rocco e Roberto Cambria, operanti nel settore della grande distribuzione sin dagli  anni  80  avendo  ricoperto  anche  cariche  apicali  ai  vertici  di  marchi  nazionali  (CRAI)  e  raggiungendo volumi di fatturato prossimi ai 300 milioni di euro, si dichiarano soddisfatti  del risultato raggiunto con la minore invasività possibile nei confronti dei propri creditori e  dichiarano  di  essere  pronti  a  ripartire  con  i  Cash  &  Carry  di  Messina,  Milazzo e Torrenova, oltre ai Fast Chef di Misterbianco e Catania.  I dettagli  dell’intese sono stati illustrati stamane nei locali del Mercure hotel Excelsior di Catania. 

 

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Cittadina milazzese
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Cittadina milazzese

Vorrei pure vedere che non erano contenti..stralciati 77 milioni di euro e il resto dilazionato in 25 anni..come la metti metti cadono sempre in piedi!

Civilizzato
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Civilizzato

Certo che sono soddisfatti da 117 milioni di debiti ne danno indietro solo 40, addirittura in 25 anni senza interessi,mi fai ridere che sono felici,anzi felicissimi un accordo meraviglioso e sicuramente ci hanno m……. .. …..

Cittadino attento
Ospite
Cittadino attento

Sono contento,da ex lavoratore dipendente del gruppo, del risultato raggiunto, non commettete più l’errore di strapagare persone che vi hanno portato a questo indebitamento.

Civilizzato
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Civilizzato

Perché secondo te hanno pagato troppo qualcuno?? Da ex lavoratore hai capito questo?Il debito era per merce consegnata e venduta penso nella mia ignoranza!! Secondo te invece hanno pagato troppo troppe persone,anche a te hanno pagato troppo e per questo sei un ex lavoratore??

Cittadino attento
Ospite
Cittadino attento

Prima di giudicare , confrontati culturalmente e professionalmente, la merce non viene pagata a tuo dire, perché le spese sono maggiori dei ricavi, pertanto la partita merce non può, per un semplice calcolo matematico uscire a pareggio, se non capisci qualcosa te la spiego personalmente.

Civilizzato
Ospite
Civilizzato

Sono un imprenditore dal 97’ e sinceramente non ho bisogno delle spiegazioni di un ex dipendente di un supermercato,grazie lo stesso comunque