L’Aula Magna dell’ITT “Ettore Majorana” di Milazzo, lunedì 12 novembre, alle ore 16 e martedì 13 alle 10, ha ospitato il Direttore de L’Espresso Marco Damilano che, in due momenti dedicati rispettivamente alla cittadinanza e agli studenti del Istituto Tecnico Tecnologico, ha presentato la sua ultima pubblicazione, il libro “Un atomo di Verità” sull’assassinio di Aldo Moro e su come i fatti del 1978 spiegano il nostro presente e il nostro futuro. Presente anche Ilaria Moroni Direttrice degli Archivi Flamigni, l’archivio più importante di Italia sui fatti e misfatti deI nostro Paese

La Libera Università per la Terza Età , LUTE, che ha sede proprio nell’istituto scolastico milazzese e che da sempre promuove iniziative culturali, si è fatta promotrice dell’incontro trovando immediatamente la piena condivisione dell’intero corpo docente e del dirigente scolastico, Stello Vadalà, il quale nel presentare gli ospiti ha ancora una volta sottolineato la necessità di creare e custodire al contempo una memoria storica, affinchè essa costituisca un patrimonio per tutti i giovani consapevolmente impegnati nella costruzione di un futuro libero dalle tragedie causate dal terrorismo e dalle guerre e basato sulla pace e sulla democrazia.

Gli allievi delle terze per accostarsi alla complessità della tematica sono stati adeguatamente preparati da due incontri tenuti rispettivamente dal professor Bartolo Cannistrà e dal professor Filippo Russo con una ricostruzione accuratissima dal punto di vista storico-politico e pertanto hanno apprezzato con interesse e curiosità la doviziosa e precisa ricostruzione degli anni di piombo e della vicenda Moro offerta dal direttore dell’Espresso.

La mattinata ha preso le mosse proprio dalle domande dei ragazzi. «Via Fani è stato il luogo del nostro destino – ha detto Damilano – lo spartiacque tra diverse generazioni, il dramma di una nazione e di una lunga rimozione».

Tutti i presenti grazie anche all’intervento della dottoressa Moroni, al riferimento al memoriale di Moro rimasto ancora inedito e all’apporto visivo di un ampio corredo fotografico, hanno potuto rivivere la ricostruzione dell’impegno politico e universitario di Aldo Moro, della sua umanità compiendo un viaggio nella memoria personale e collettiva, nei luoghi e nelle correlazioni con altri protagonisti di quegli anni, come Pasolini e Sciascia.

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