LA POLEMICA. “Non sono razzista ne ho mai accusato una realtà locale quando ho chiesto a cosa servono le Sprar”. Il consigliere comunale Franco Russo ritorna sulla polemica scoppiata dopo un suo intervento sulla presenza di extracomunitari di fronte ai supermercati impegnati nella questua. Chairisce che con la sua nota non voleva accusare o offendere le realtà che gestiscono le Sprar locali, strutture impegnate nell’accoglienza di migranti alla ricerca di asilo.

«Non ho mai menzionato nessuna cooperativa ne di Milazzo o altro comune precisa Russo – ponevo domande: “a cosa servono le sprar, ” se questi ragazzi che devono essere istruiti e accompagnati nell’inserimento della nostra società, vengono ad elemosinare d’avanti agli esercizi commerciali?».

Russo sostiene che «quanto da me esposto è sotto gli occhi di tutta la città non ho accusato nessuno. Chi controlla, chi vigila su di loro ? Erroneamente mi si è attribuito un ruolo di razzista e di aver accusato una realtà locale, nulla di tutto questo, chi opera con le giuste regole e in assoluta trasparenza ha il dovere, come ho fatto io, di segnalare queste situazioni agli organi competenti affinché si prendano i provvedimenti del caso».

Questo il testo originale contenuto nella nota inviata ai giornali dal consigliere comunale di Milazzo Franco Russo:

“Con la premessa che non sono razzista perché sono cattolico e per me sulla terra siamo tutti fratelli – esordisce Russo -. Penso che sia capitato a tutti noi , di vedere ragazzi extracomunitari d’avanti ai panifici o supermercati con il cappello in mano ? Noi tutti , per mettere la nostra coscienza in pace , diamo qualche spicciolo ed abbiamo fatto la nostra buona azione quotidiana . E’ vergognoso ,lo stato paga migliaia di euro alle SPRAR , per accogliere ,scolarizzare e formare questi ragazzi , che scappano dalle loro terre ,per una vita migliore , un futuro migliore , in queste strutture vengono pagati dei TUTOR , che dovrebbero vigilare e integrare queste persone che non superano i venti \ventidue anni di età. Dove sono questi tutor , dove sono le associazioni che fanno a gara per prendersi più ragazzi e avere i contributi dallo stato , poi li lasciano liberi di allontanarsi dalle strutture senza accompagnatori , lasciati soli ad arrangiarsi e li vedi litigare con i mendicanti storici , per il posto d’avanti gli esercizi commerciali .Questa non è integrazione , non è accoglienza , non è migliorare il loro stato sociale , si chiama Business.Le forze dell’ordine che hanno il compito di controllare e vigilare su tutto il territorio ,potrebbero identificare questi ragazzi , chiedere in quale struttura sprar sono ospitati e segnalare a Sua Eccellenza il Prefetto la situazione che si è creata sul territorio ,ormai diventata intollerabile , sono diventate troppe le persone che chiedono l’elemosina ad ogni angolo , ad ogni farmacia o bottega , troppa rassegnazione , vengono dai paesi vicini con mezzi di fortuna e con il ricavato della giornata li trovi nei centri scommesse. Non è più tollerabile , lo stato paga per l’accoglienza e l’integrazione ,chi si è assunto questo oneroso compito ,ben retribuito , ha il dovere di adempiere all’impegno che si è assunto. SPRAR : Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo. Così come va il sistema non vedo a cosa servono”.

Questa la replica della coop Utopia (CLICCA QUI)

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Mario Marenko
Mario Marenko
6 anni fa

Concordo perfettamente. Non hai nulla da rimproverarti. Anzi grazie per aver sollevato il problema in sede istituzionale.

mario
mario
6 anni fa

Pienamente d’accordo, ….

Massimo
Massimo
6 anni fa

Con la parola razzismo si cerca di eludere la realtà. Fai bene Franco , c’è troppa gente di colore che gira a vuoto e sono a carico nostro. I “”signori “” che parlano di razzismo gli suggerisco di portarseli a casa.

Vito
Vito
4 anni fa
Reply to  Massimo

Io o dovuto lasciare casa abbandonare perché dove stanno la coop utopia a pacedemela non si dormiva di notte e c’erano sempre liti
Fra di loro ragazzi. La chiudo qua che meglio.