«Una splendida giornata, piena di partecipazione come non si era mai vista a Milazzo e nella Valle del Mela: ben 10 mila persone testimoniano che questo territorio si è svegliato e comincia a farsi valere».

Dopo la fatica e la tensione dei giorni scorsi e  il corteo pacifico che ieri ha attraversato il centro di Milazzo, per gli esponenti del Comitato cittadini contro l’inceneritore oggi è la giornata per riprendere un po’ fiato e prepararsi a continuare la battaglia contro la realizzazione di un inceneritore all’interno della centrale A2A di San Filippo del Mela.

FRATELLI D’ITALIA. Smentita anche qualsiasi polemica politica durante il corteo pacifico. Fratelli d’Italia aveva lamentato di aver dovuto lasciare la manifestazione a fronte di provocazioni d aparte di esponenti di “estrema sinistra”. «L’organizzazione ribadisce che il corteo era aperto a tutte le forze politiche e il servizio organizzativo ha posizionato tutte le rappresentanze dei partiti in coda – spiegano i promotori –  Nessun componente della delegazione politica ha comunicato nulla alle forze dell’ordine o all’organizzazione. Ci sembra alquanto strano che si è preferito comunicare con la stampa e non con le autorità e l’organizzazione. Non accettiamo e tolleriamo nessun  tentativo di strumentalizzione politica». 

Il monito va a tutte le forze politiche. «La partecipazione di ieri è il segno che questa battaglia si può vincere, che la politica e le istituzioni devono stare attente, perchè ci avranno sempre col fiato sul collo affinchè intraprendano finalmente gli atti concreti che abbiamo chiesto. Questo inceneritore non può e non deve essere autorizzato».

Accuse anche alla politica regionale. «Non hanno applicato il Piano regionale dei rifiuti che prevede differenziata, riciclaggio e recupero di materia, per portare le discariche al collasso e lasciare la spazzatura a marcire nelle nostre strade: speravano così che la gente accettasse di subire in silenzio i veleni degli inceneritori ed i profitti che vorrebbero fare sulla nostra pelle. Ma si sbagliavano: la grande manifestazione di ieri lo ha dimostrato in maniera lampante».

Il Comitato auspica un incontro urgente dei sindaci con il premier Gentiloni, con tanto di presidio popolare davanti Palazzo Chigi. «Dobbiamo lottare con ogni mezzo (che va dalla mobilitazione popolare alle azioni legali) contro la possibilità che il governo centrale conceda l’autorizzazione ambientale a questo eco-mostro che nessuno vuole. Pretendiamo che il Presidente della Regione faccia propria questa battaglia. Dobbiamo sincerarci che un’eventuale richiesta di concessione edilizia venga respinta, così come previsto dalla legge, in quanto l’inceneritore è vietato dal Piano Paesaggistico dell’Ambito 9. Dobbiamo pretendere che il Piano Paesaggistico venga difeso dai numerosi ricorsi e che venga al più presto applicato e recepito nei vari Piani regolatori, in primo luogo dall’IRSAP (l’ente regionale che gestisce le aree industriali)».
L’ADASC. «La legge è uguale per tutti e deve essere rispettata dai cittadini, dalle multinazionali e dalle istituzioni – aggiunge Peppe Maimone dell’Adasc -. Non faremo sconti a nessuno e ci appelleremo in tutte le sedi. I cittadini hanno chiesto un futuro diverso per questo territorio, abbandonando definitivamente l’era dell’industria pesante per creare sviluppo economico e sociale grazie al turismo, alla pesca, all’agricoltura o a forme di industrializzazione sostenibile ed ecocompatibile. La battaglia sarà lunga e difficile, ma con il supporto di tutti, cittadini e istituzioni, riusciremo a bloccare questa scelta calata dall’alto da parte di una multinazionale che vuole fare lucro sulle pelle dei cittadini».

 
Il Comitato conclude il comunicato stampa ringraziando le delegazioni provenienti da ogni parte della Sicilia e anche d’Italia (come le Mamme No Inceneritore di Firenze).
 

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johnny stecchino
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johnny stecchino

N.B. l’ inceneritore killer, oltre ad essere uno dei più grandi d’ Europa, proprio per il fatto di essere di “nuova generazione” produrrà nell’ aria delle emissioni talmente polverizzate e sottili da non poter essere trattenute nemmeno dai filtri industriali più tecnologici. L’ unico filtro che le tratterrà (a vita) saranno i polmoni umani

franco
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franco

maimone svegliati(abbandonando definitivamente l’era dell’industria pesante per creare sviluppo economico e sociale grazie al turismo)ma che cazz…dici eh? le industrie distruttive che ci sono sul territorio non le contiamo?enel,raffineria ecc ecc….quindi finiamo di sparare fesserie eh

massimo
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massimo

Caro Franco, non ci guadagni con espressioni volgari. Tutte le industrie sono con i lodo avvocati ricorrenti contro il piano paesaggistico. Dobbiamo difenderlo. Ci proteggera’ fino a quando vorremo. Quanto all’ Enel da anni ha venduto: prima sfrutto poi me ne vado. Peccato che non conosci queste cose

massimo
Ospite
massimo

Quanto di magico ottenuto,TUTTI I SINDACI DEL MELA,è un patrimonio.Non va disperso,si è composto con un substrato condiviso:difendiamo il territorio oltre la nostra generazione.IO ero la con tre generazioni della mia famiglia e non ero il solo con nipoti.Andremo avanti,ora sarà assai meno facile proseguire con la rapina del territorio.