Oggi, alle 17, al Salone degli Specchi della ex Provincia di Messina, si svolgerà la presentazione del libro di Davide Gambale “I Nemici del Cavaliere: 1994-2017: genesi dell’Antiberlusconismo e sviluppo della rete politico-mediatico-giudiziaria (Ed. Armando Siciliano, 2017). La presentazione del volume sarà curata dal professore Dario Caroniti, mentre l’incontro sarà moderato dalla giornalista Rosaria Brancato, direttrice di Tempostretto. Sarà presente l’editore Armando Siciliano. Il libro propone una nuova chiave di lettura dell’Antiberlusconismo, ripercorrendo le più importanti tappe dell’aggressione politico-giudiziaria, alimentata dai media, subita da Silvio Berlusconi. La prefazione del volume è stata curata da Renato Brunetta, presidente dei Deputati di Forza Italia. “I Nemici del Cavaliere” ha ottenuto recentemente il secondo posto al concorso letterario del “Rende Book Festival”- Note biografiche dell’autore.

Davide Gambale, siciliano, 48 anni, giornalista professionista, ha collaborato con numerose testate regionali fra le quali Giornale di Sicilia e livesicilia.it. E’ stato docente a contratto all’Università di Messina, dove ha insegnato Sociologia dei processi culturali e comunicativi, Teoria e tecnica dell’Informazione giornalistica. Attualmente svolge attività professionale come addetto stampa ed è direttore editoriale di messinaoggi.it. Ha pubblicato nel 2006 “Le Foibe dalla Sicilia al Carso” (Ed. Memedia); nel 2009 “Univeleni” (Ed. Memedia).

«Nella parte finale della brillante introduzione – scrive Renato Brunetta – a questo  volume, ‘I nemici del Cavaliere’, l’autore indica l’antiberlusconismo militante di certa intellighenzia progressista italiana come una vera e propria fonte di business. Ha davvero centrato il bersaglio. Lo diceva Giovanni Falcone a proposito del crimine organizzato: segui i soldi. Forse il paragone con la criminalità organizzata è esagerato, ma esiste una mafiosità in questa vasta combriccola che – partendo da posizioni ideologiche diverse – converge nel trasformare il proprio risentimento in pecunia. Al di là delle motivazioni politiche, personali, ideologiche e pseudo-culturali che stanno alla base della sterminata produzione ‘letteraria’ antiberlusconiana, che come ricorda bene Davide Gambale prende il via dalla lettera di commiato di Indro Montanelli da ‘il Giornale’ nel lontano 1994, il minimo comune multiplo che accomuna gran parte degli autori è infatti il fattore economico. Silvio Berlusconi è stato – e per qualcuno di loro continua ad essere – la gallina dalle uova d’oro. Fonte inesauribile per articoli, libri, film, satira, vignette, conduzioni tivù, ai quali corrisponde un introito talvolta cospicuo. Non si scopre nulla di nuovo, ma giova non dimenticarlo per rendersi conto della mediocrità concentratasi sulle vicende pubbliche e private del Presidente Berlusconi: per molti è stato fonte di arrotondamento del reddito, per alcuni è diventato fonte primaria di sostentamento. Dopo avere contribuito direttamente alla creazione di decine di migliaia di posti di lavoro grazie alle sue fiorenti aziende, il Cavaliere lo ha fatto anche indirettamente per molti altri professionisti dell’informazione e della cultura che altrimenti avrebbero faticato ad avere una visibilità pubblica di primo piano e conti in banca a diversi zeri. Insomma, è una verità incontrovertibile sostenere che molti dei giornalisti, opinionisti, comici, operatori culturali che hanno investito il loro tempo sul brand ‘Silvio Berlusconi’ – evidenziandone esclusivamente gli aspetti negativi – hanno avuto una eco mediatica e ritorni economici di non poco conto. Questo non significa che lo scopo principale di chi ha profondamente criticato la vita e l’attività imprenditoriale e politica di Silvio Berlusconi sia stato, fin dall’inizio, di natura speculativa. Lo è diventato, con il passare del tempo».

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