Sarebbe stata la scintilla di un flex la causa dell’incendio scoppiato stamattina nel relitto dell’aliscafo Masaccio intorno alle ore 9,15. A quanto pare uno dei quattro operai stava utilizzando l’attrezzo per tagliare bulloni nel vano motore nel quale, evidentemente, ancora vi erano residui di olio combustibile altamente infiammabile. Fortunatamente nessuno si è ferito e l’attivazione delle corrette procedure di allarme hanno fatto in modo che sul posto intervenissero in pochi minuti i vigili del fuoco che hanno prontamente spento l’incendio e un’ambulanza per gli eventuali soccorsi. Una velocità di intervento che non ha impedito di destare preoccupazione in tutti coloro che da lontano vedevano la colonna di fumo mista a fiamme.

Gli uomini della capitaneria di Porto guidata dal comandante Fabio Rottino, assieme ai periti del Servizio prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro dell’Asp (Spresal) hanno sentito fino al tardi pomeriggio gli operai presenti sul posto, il direttore dei lavori e il responsabile della sicurezza della Liberty Lines, proprietaria del rottame depositato in un’area di via Acqueviole concessa alla società dal demanio di fronte alla vecchia stazione ferroviaria. La documentazione presentata per la realizzazione die lavori era perfettamente in regola ma il flex non poteva essere utilizzato. Una “leggerezza” legata all’impossibilità di smontare alcuni pezzi con altri metodi che sicuramente porterà l’Asp ad applicare sanzioni pecuniarie.

 

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