Non se ne parla nemmeno. A bocciare il progetto dell’imprenditore indiano Mahesh Panchavaktra, a capo di un gruppo con 16mila dipendenti, è Vito Riggio, presidente dell’Ente nazionale aviazione civile (Enac). A scriverlo è il quotidiano La Sicilia. «Ma quale aeroporto indiano? Non è che uno dice: vorrei fare qui un aeroporto e si fa un aeroporto – ha detto Riggio al quotidiano La Sicilia -. In Sicilia non si debbono fare altri aeroporti perché quelli che ci sono bastano a coprire le esigenze di tutti. Dicono che il costo sarebbe tutto a carico di una holding indiana, ma questo non vuol dire niente: per certe cose bisogna andare al ministero dei Trasporti, poi all’Enac e all’Enav e via di questo passo. Del progetto di un aeroporto si è parlato quasi dieci anni fa, abbiamo studiato la situazione e abbiamo deciso di non fare niente perché il territorio non sarebbe stato in grado di supportare l’aeroporto. Ho saputo che l’assessore regionale Mariella Lo Bello mi ha cercato, ma ancora non ci siamo parlati”.

SEmpre secondo il quotidiano catanese è proprio Mariella Lo Bello che spiega le ragioni che spingono la Regione a insistere sul progetto: “Lo scopo della holding indiana è quello di costruire una piattaforma logistica integrata che possa servire per i collegamenti via mare, via terra, via ferrovia e via cielo.  Con le loro navi possono raggiungere il resto d’Europa o portare i loro turisti alle Eolie – ha spiegato a La Sicilia –  Per converso sono soprattutto interessati alla produzione agricola siciliana che in India è molto apprezzata. E non dimentichiamo che si tratta di un Paese con un miliardo e 200 milioni di abitanti, un continente. Fare da punto di snodo a questo grande Paese per i suoi commerci in Europa è certamente importante ed è nostro interesse non mettere ostacoli al progetto e per quanto riguarda la produzione agricola siciliana e quella indiana è una nuova frontiera da esplorare. Loro chiedono solo di non perdere troppo tempo nel rilascio delle autorizzazioni».

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Massimo B.
Massimo B.
6 anni fa

Peccato. Forse era solamente un’opportunità. … di lavoro, di crescita, di futuro … meglio dire di no e potenziare gli aeroporti vicini in attesa che inventino il teletrasporto! Intanto i treni passano.

salvatore
salvatore
6 anni fa

Siamo sempre alle solite, prima spendono i soldi per preventivi per realizzare un aeroporto dopo che c’è l’investitore bocciano l’aeroporto guardiamo il futuo di noi e i nostri figli che messina: la provincia più turistica della Sicilia sta sprofondando nella miseria

salvo
salvo
6 anni fa

Salve io penso nel 2017 messina la provincia più turistica della Sicilia deve dipendere da ct e pa e noi e i nostri figli devono andare altrove finiamola guardiamo il futuro

onneP
onneP
5 anni fa
Reply to  salvo

messina la provincia più turistica??ma da quando? con quel peso che abbiamo della città di messina (l’unico capoluogo di provincia i italia che non fa turismo se non di passaggio) e che succhia tutte le risorse delle città vicine..dove dobbiamo andare..

Paolo
Paolo
6 anni fa

Capisco che il milazzese debba usare l’auto per andare anche al cesso, ma che si debba costruire un aeroporto dietro casa, per evitarsi la “fatica” di andare a Catania o Reggio per salire su un aereo è da poveretti……non sapete nemmeno cosa sia il turismo e lo sviluppo, siete solo dei pseudo vicerè, senza soldi!

Stefano Ossian
Stefano Ossian
6 anni fa

Il dott. Vito Riggio dice che non se parla. l’On. Scilipoti dice di potenziare Reggio Calabria – ma non si possono interrogare i cittadini delle zone interessate con un referendum per sapere cosa ne pensano?

laverità
laverità
5 anni fa
Reply to  Stefano Ossian

ma prova a interrogare il tuo cervello prima di scrivere boiate