Piero Maugeri, direttore generale Ram

Piero Maugeri, direttore generale Ram

Seicentotrenta dipendenti per il 77% provenienti dalla Valle del Mela, 16 mile ore di formazione, 9,7 milioni di tonnellate di prodotto lavorato (il 21% del fabbisogno nazionale di benzina e il 17% di gasolio), 120 milioni di euro spesi in manutenzioni e ammodernamento degli impianti. La Raffineria di Milazzo, stamattina, ha presentato nell’Aula Magna del Dipartimento di Economia dell’Università di Messina il Bilancio di sostenibilità 2015. A sedere al tavolo dei relatori il direttore generale della Ram Pietro Maugeri; il responsabile del Personale, Luca Franceschini; il direttore del Dipartimento di Economia, Augusto D’Amico; e i docenti Luisa Pulejo e Gustavo Barresi.

Il documento, pubblicato ormai da 5 anni, riporta non solo le performance economiche ma soprattutto quelle sociali ed ambientali. Redatto su base volontaria secondo standard internazionali, il Bilancio cerca di rispondere alle istanze emerse nel corso delle interviste condotte in fase di preparazione con gli  stakeholders, i cosiddetti portatori di interesse, fra i quali associazioni ambientaliste, istituzioni, scuola, società civile, fornendo informazioni di carattere generale ma soprattutto dati e fatti concreti.

L’ACQUISIZIONE DELLA TERMICA MILAZZO. I numeri principali del 2015, snocciolati da Franceschini, raccontano una raffineria con circa 630 dipendenti – aumentati rispetto agli anni precedenti anche in funzione dell’acquisizione della centrale di cogenerazione della Termica Milazzo, seguita alla precedente acquisizione dell’impianto della Linde Gas attraverso la controllata Servizi Milazzo – per il 77% provenienti dalla Valle del Mela e per il 97% dalla provincia di Messina, 16.000 ore di formazione, 9,7 milioni di tonnellate di prodotto lavorato, permettendo di soddisfare il 21% del fabbisogno nazionale di benzina e il 17% di gasolio.

I FONDI JUNKER. Uno degli aspetti più rilevanti e caratterizzanti della gestione aziendale sono certamente i 120 milioni di Euro investiti nel 2015, di cui 62 direttamente collegati con Ambiente e Sicurezza, con un impegno degli Azionisti negli ultimi 15 anni che ha superato 1 miliardo di Euro. La Raffineria di Milazzo è stata l’unica impresa del Sud Italia ad avere accesso al Piano Juncker di Investimenti. Il piano, definito dalla Comunità Europea per il rilancio dell’economia continentale, è gestito dalla Bei, Banca Europea per gli Investimenti, che, dopo un iter lungo e selettivo non solo sulla sostenibilità economica dei progetti e dell’azienda ma anche sulla sua sostenibilità sociale ed ambientale, ha concesso un finanziamento di 110 milioni di Euro. Certamente un riconoscimento della qualità, delle competenze, della solidità e delle potenzialità di Ram.

CENTO MILIONI PER LE AZIENDE SICILIANE. Agli investimenti si sono aggiunti i 71 milioni di Euro spesi nel 2015 per manutenzione ordinaria e di fermata. Investimenti e manutenzione hanno permesso, oltre ovviamente a raggiungere positivi risultati industriali, anche di creare e distribuire ricchezza ad un indotto, con un fatturato per le aziende siciliane di oltre 100 milioni di Euro di cui più di 60 solo nella provincia di Messina e con presenze medie di personale dell’indotto di mille persone, diventate oltre 2.000 durante la fermata. Numeri analoghi si sono registrati anche nel corso del 2016 che ha visto realizzare una seconda fase di manutenzione straordinaria di fermata.

Significativi i numeri legati all’ambiente e alla sicurezza. Dal punto di vista ambientale tutti i valori delle emissioni registrate nel 2015, e poi anche nel 2016, sono inferiori a tutti i limiti previsti dall’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale).

MAUGERI E LA SICUREZZA. A soffermarsi principalmente sull’aspetto sicurezza è stato il direttore generale Pietro Maugeri il quale si è soffermato «sul raggiungimento, nel 2016 dell’obiettivo di 6 anni senza infortuni del personale diretto e di zero infortuni del personale delle ditte durante le impegnative fasi di fermata di turnaround del 2015 e 2016». «Dimostrano – ha detto Maugeri – la bontà del modello Ram basato su sistemi di gestione consolidati, utilizzo delle migliori tecnologie disponibili e soprattutto della professionalità, della partecipazione e del coinvolgimento degli uomini e delle donne, che quotidianamente operano in raffineria. Il segreto è quello di tenere alta l’attenzione non solo nelle grosse fermate ma anche nelle piccole manutenzioni perchè l’imprevisto è dietro l’angolo, specialmente quando si abbassa la guardia».

Un cenno infine all’attenzione verso il territorio, con il continuo sostegno a progetti aventi valenza culturale e sociale e il continuo scambio di conoscenze con il mondo della formazione, a livello di Scuole e di Università, realizzato attraverso visite in raffineria, tirocini universitari e tesi di laurea.

IL DIBATTITO. Alla presentazione è seguito un vivace confronto con gli studenti, che ha permesso di approfondire e chiarire tutti gli aspetti, compresi quelli più “scomodi” per una realtà industriale come la Raffineria di Milazzo, che da più di 50 anni è in attività, prima sotto la gestione del Gruppo Monti (anni ’60 e ‘70), a cui è seguita la gestione diretta di Eni per circa 15 anni, fino alla creazione, 20 anni fa, dell’attuale joint venture che ha visto i due Azionisti ENI e Q8.

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uomodellastrada
uomodellastrada
7 anni fa

ste relazioni di sostenibilità lasciano il tempo che trovano… la raffineria si deve chiudere per sempre, non si può vivere con una bomba nel paese, se sarà smantellata non ci sarà più inquinamento, il Turismo inizierà insieme alla nascita di migliaia di posti di “lavoro pulito”
p.s. l’ esplosione all’ Eni di Sannazzaro è avvenuta in una raffineria più piccola di questa….

Massimo
Massimo
7 anni fa

Continua– visto che ci sono scarichi di fumo notturno e lamentele da parte dei movimenti a tutela dei cittadini , visti i numeri e le entrate che la Ram di Milazzo sta vantando , come mai non abbassa il prezzo dei carburanti ? Sarebbe un premio di produttività ai cittadini .

Massimo
Massimo
7 anni fa

Quanto ha incassato il comune di Milazzo ? Parlare di lavoro nelle fermate mi sembra eccessivo, diciamo che per favorire i sindacati e politici , lavoravano ragazzi a pulire quei letami nei pozzi per qualche mese . A turno li fanno lavorare e accontentano tutti. Invece la RAM, ha investito i soldini per la salute dei cittadini ? Ha messo a norma con i soldi del piano Juncher i suoi macchinari?