Se l’okay del Ministero degli Interni alla nomina di due nuovi dirigenti ha fatto “brindare” l’amministrazione comunale che così potrà uscire dal blocco burocratico che paralizza il municipio, dall’altro ha creato non pochi malumori. Sia tra l’opposizione che tra gli stessi dipendenti. I primi perché avevano anche inviato una “diffida” a Roma ritenendo inopportuna la “deroga” al divieto di assunzioni per un comune in grave crisi finanziaria, i secondi perché erano diversi funzionari ed ex posizioni organizzative che ambivano al posto e avrebbero preferito una selezione interna. La verità è che il sindaco Formica voleva risolvere la questione definitivamente e non attuare soluzioni temporanee con scelte interne ma questo la legge non lo consente.

PERCHE’ SI E’ EVITATA LA SELEZIONE INTERNA. Gli incarichi di dirigente agli esterni, limitati alla durata del mandato del sindaco, infatti, a partire dal 2014, possono essere conferiti solo previa una vera e propria selezione pubblica, volta ad accertare il possesso di comprovata esperienza pluriennale e specifica professionalità nelle materie oggetto dell’incarico. L’incarico di dirigente non può essere conferito nemmeno ai funzionari interni, che avevano grandi aspettative in questo senso. La Corte Costituzionale, infatti, ha negato la possibilità di introdurre disposizioni normative (leggi regionali o regolamenti che siano) tendenti a qualificare il conferimento di incarichi dirigenziali come se si trattasse di semplici “mansioni superiori”. Per la Consulta non configurano un’ipotesi di legittimo conferimento di mansioni superiori in quanto si tratta di funzioni corrispondenti ad una diversa ‘carriera’ (quella dirigenziale, appunto). Secondo i giudici costituzionali non si può parlare nemmeno di reggenza, poiché quest’ultima ricorre solo in caso di vacanza di posto in organico, di temporaneità e straordinarietà, con la conseguenza che non si producono gli effetti retributivi propri del riconoscimento dello svolgimento di mansioni superiori.

L’OPPOSIZIONE NON CI STA. E ripercorre in un comunicato stampa tutte le promesse e le dichiarazioni, spesso contrastanti tra loto, che nel tempo ha fato Formica. «Il Sindaco – scrive il gruppo Milazzo Futura guidato dal consigliere Pippo Midili – si accorge solo a febbraio 2016 che non aveva un Ragioniere. Eppure in assenza di un Ragioniere riesce a tirare fuori numeri e relazioni per la Corte dei Conti sui quali, proprio per quanto da lui stesso dichiarato, rimane più di un dubbio. Ad agosto 2016, un anno dopo, con toni trionfalistici annuncia che ha ottenuto dal Ministero la possibilità di assumere due dirigenti e tre operai (diciamo due che è meglio) da prendere dalle liste degli invalidi civili. Critica aspramente l’operato dell’ex assessore al bilancio Pippo Midili (probabilmente dimentica che oggi è consigliere comunale) perché ha esposto una realtà diversa dei fatti al Ministero e lo accusa di voler il male del Comune di Milazzo. Dimenticandosi di quando era all’opposizione e si divertita a scrivere dell’incapacità di chi amministrava … senza Ragioniere Generale. Ma lui dimentica facilmente e cambia opinione spesso come abbiamo potuto vedere. E di fatti il Sindaco è pronto a dichiarare il dissesto che ha sempre negato, nomina un ragioniere generale che cancella la Task force che aveva nominato appena un anno fa, delegittima l’operato dei dipendenti comunali che secondo lui non sono in condizione di gestire la centrale di committenza che viene gestita dal Comune di San Filippo e, da non sottovalutare, impedisce ad almeno otto precari di categoria A di essere stabilizzati preferendo andare a chiamare direttamente tre operai dalle liste degli invalidi civili. Il tutto nel silenzio totale delle organizzazioni sindacali. Che dire Sindaco, chapeau – conclude la nota di Milazzo Futura – Aspettiamo le sue dichiarazioni di Agosto 2017. In attesa, non ha più alibi. Adesso avrà un Ragioniere Generale e potrà farci vedere come amministrerà la città. Se avesse anche chi ragiona amministrativamente sarebbe meglio. Ma questa figura il Ministero non la può autorizzare».

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