IL COMMENTO. Il sindaco Giovanni Formica? Fa la politica del nicchio. L’aneddoto risale alla fine degli anni ’90. Il sindaco era Carmelo Pino, l’attuale assessore Ciccio Italiano sedeva tra gli scranni dell’opposizione. Il rappresentante dell’allora Pds, si alza e davanti al primo cittadino – probabilmente ispirato dal mare di Ponente – comincia una filippica sull’inconsistenza dell’amministrazione. «Sindaco – ha tuonato più volte – lei fa la politica del nicchio”. Pino, imbarazzato, comincia a fare una faccia interlocutoria, non capiva. «Sindaco – ribadisce – lei fa la politica del nicchio». A interrompere Italiano è, però, il consigliere Antonio Trimboli, papà dell’attuale assessore al Turismo: «Ciccio che ti avevo detto: il sindaco il nicchio non sa manco cosa sia».

In realtà, in aula, a non sapere cosa fosse il nicchio eravamo in tanti. Il riferimento era al cappello a tre punte un tempo usato dai preti, una metafora ardita per dire che l’amministrazione non seguiva una strada precisa ma si muoveva a casaccio. Ora è lo stesso Italiano fa parte di un’amministrazione che ha fatto del nicchio il proprio emblema.

Non doveva chiedere nulla alle industrie e in particolare per “feste e festini”, ma i primi contributi sono stati chiesti – in modo diretto o indiretto non fa differenza – per lo spettacolo di Nino Frassica in piazza, per le luminarie di Natale e – anche se i progetti rimangono in stand by – per un nuovo teatro al castello e la nuova illuminazione pubblica. Doveva coinvolgere i cittadini nelle scelte più importanti e non ha tenuto in debito conto delle proteste di commercianti e automobilisti in materia di viabilità (isola pedonale docet). Ci sono assessori che si sostituiscono agli operai, e altri che pensano di fare gli esperti tralasciando la quotidianità. La raccolta differenziata è pari a zero, i vigili urbani assenti nel fine settimana, la maggioranza ha mostrato segni di sofferenza sin dalle prime battute quando si è tentato in tutti i modi di non ribadire il dissesto che alla fine verrà approvato ugualmente entro l’estate.

Il primo anno non è stato dei migliori. C’è da dire – a difesa di Formica, eletto il 15 giugno 2015 – che senza bilanci non è possibile conoscere l’entità dei fondi da spendere, la macchina comunale ha solo due dirigenti invece di sette, tanti progetti che in passato erano stati dati per cosa fatta in realtà non lo erano. Ma il primo anno di amministrazione si è chiuso. E a questo punto occorrono fatti. Fino ad oggi – e glielo diciamo con affetto sindaco – purtroppo, abbiamo visto solo una politica del nicchio, come direbbe il suo assessore Ciccio Italiano.

Gianfranco Cusumano

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La verità
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La verità

Una domanda.. Ma il diario del sindaco che ci informava si facebook a che ora si era alzato, quante volte era andato in bagno, con chi si era visto, a che ora era tornato a casa quante volte si era coricato con sua moglie ecc ecc ecc… Che fine ha fatto? Presa per i fondelli… Si dimettaa sindaco… E se tra qualche legislatura dovesse presentarsi a nuove elezioni scelga gente competente per mettersi al suo fianco. Gli operai che facciano gli operai indirigenti che facciano i dirigenti.. Alla viabilità va messo un ingegnere con competenze, all’ambiente va messo un chimico… Leggi tutto »

Felice Cavallotti
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Felice Cavallotti

Amministrazione che cammina a braccetto con i poteri forti , figlia della politica del governo centrale . Un anno perso , opere inconcludenti , vedi la pista ciclabile piu’ ridicola del mondo , vecchi problemi , promesse disattese . Povera Milazzo, violentata dai politici e dalle lobby del petrolio.

Zorro
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Zorro

Mi spiegate perché mi avete censurato ?!?! Non ho scritto né volgarità, né cose offensive per alcuno. Ho solo scritto un mio parere. Ho capito che a voi non interessa la libertà d’espressione e di pensiero come diritto inviolabile di ogni paese civile; vi interessa di più fare cassa.

Life
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Life

Gianfranco Cusumano Grazie per l’articolo neutrale e veritiero

Antonino
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Antonino

non vado più a votare sono delusooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!