Non solo la citazione della Raffineria di Milazzo ma anche una querela l’associazione antimafie Rita Atria. Il candidato a sindaco Peppe Marano, secondo un comunicato stampa del sodalizio, sarebbe stato oggetto di una querela per diffamazione aggravata presentata attraverso il sui legali Carmelo Picciotto, Goffredo D’Antona e Nino La Rosa. L’atto è stato depositato stamattina. A costare caro a Marano sono stati degli interventi su facebook. «Le motivazioni che ci hanno indotto a questa azione legale sono da ricercarsi nelle gravi espressioni adottate dallo stesso nei confronti di Nadia Furnari, membro del Direttivo Nazionale dell’Associazione, che ne hanno leso il senso di dignità personale, l’onore, il decoro e la reputazione attribuendole un uso strumentale e personalistico del proprio impegno nell’antimafia – si legge in una nota stampa di Rita Atria –  Tali affermazioni risultano, inoltre, anche lesive dell’operato dell’Associazione stessa, la quale, nell’esprimere piena solidarietà alla compagna di tante lotte, ribadisce il proprio ruolo in prima linea nella lotta contro ogni forma di illegalità, una lotta di denuncia e non certo finalizzata a scopi personali o per l’accaparramento di poltrone come falsamente accusati».

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