A un mese esatto dall’incendio del serbatoio TK 513 della Raffineria, i cittadini sono tornati in piazza con una fiaccolata, sempre guidati da Padre Peppe Trifirò, con la collaborazione delle Associazioni e dei Comitati ambientalisti della Valle del Mela. Al corteo hanno preso parte anche i rappresentanti delle amministrazioni comunali di Milazzo, Santa Lucia, Pace del Mela, Gualtieri, San Pier Niceto, Monforte, Torregrotta. Nessuno c’era invece per il comune di San Filippo del Mela. Partiti da via Giuseppe Di Vittorio ad Archi, le circa 300 persone (500 per gli organizzatori) sono giunte nella piazza antistante la Chiesa sulla cui facciata è stata scoperta una targa in memoria dell’incidente con cui si ringrazia la Madonna della Catena «per averli salvati dal disastro ecologico causato dalla raffineria». Nel corso della manifestazione, Peppe Maimone, in rappresentanza di 18 associazioni firmatarie (Associazioni ABC Sikelia, Consumatori Siciliani, Italia Nostra Milazzo, Il Maestrale, ADASC, Passo Badia, TAT, TSC, TU.DIR.DA.I, ISDE, UCID, Legambiente del Tirreno, Coordinamento Ambientale Valle del Mela, Comitati Luciese Salute e Ambiente, Lenzuoli “27 settembre”, Respiriamo Monforte, Cittadini Pacesi per la cita, Tutela Ambiente Archi) ha letto un documento indirizzato a tutte le forze politiche.

Il corteo di Archi

La prima richiesta è stata di istituire un comitato intercomunale ambientale che abbia funzioni di controllo, programmazione e informazione sul territorio. A seguire, l’immediata rimozione dei serbatoi vicini alle abitazioni, la definizione del piano di emergenza comprensoriale, la realizzazione di una serie di screening tossicologici sulla popolazione, l’implementazione della rete di monitoraggio, il sollecito alla Regione per il finanziamento del Piano di risanamento del comprensorio del Mela, il divieto di realizzare nuovi impianti industriali.

 

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