Secondo l’accusa non esitava ad attaccarsi al citofono ad ogni ora del giorno e della notte e a tormentare gli amici della figlia e i datori di lavoro dell’ex moglie per sapere dove fossero e cosa stessero facendo. Appostamenti sotto casa, sms, telefonate ossessive sono solo alcuni degli elementi che hanno caratterizzato la condotta ritenuta “persecutoria” di un uomo, 50 anni, disoccupato, nei confronti dell’ex coniuge e della figlia diciassettenne e che hanno portato l’Autorità Giudiziaria ad emettere la misura cautelare restrittiva del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati da entrambe, eseguita ieri dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Milazzo. I fatti risalgono al 2013. Le due donne si sono viste costrette a chiedere aiuto quando il tono di messaggi e telefonate si è fatto ingiurioso e minaccioso. La misura cautelare prevede che l’uomo, a partire da oggi, non si avvicini più ad entrambe, né presso l’abitazione, né tantomeno presso luoghi di lavoro o abitualmente da loro frequentati. Vietata anche ogni tipo di comunicazione tramite telefono o web.

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