ESCLUSIVO. Il sindaco Carmelo Pino rischia di essere il primo sindaco siciliano ad essere sfiduciato per ben due volte. In queste ore i consiglieri comunali si stanno coordinndo per presentare la mozione di sfiducia. Il documento politico è già pronto. E’ lo stesso che oltre un anno fa, prima della decadenza, i consiglieri stavano tentando di presentare in aula. I tentennamenti sono legati alla data delle elezioni. I consiglieri vogliono la certezza di rientrare nella tornata elettorale che si svolgerà tra maggio e giugno ridando la parola agli elettori e riducendo al minimo il commissariamento dell’ente. A far cadere le resistenze sono state le ultime mosse politiche del sindaco Pino e dei suoi assessori. Ieri è stato notificato al presidente Saro Pergolizzi una comunicazione con cui si contesta la sua incompatibilità con la carica per via di un contenzioso con l’ente che risale al 1991; stamattina, invece, il primo cittadino ha presentato un esposto alla procura di Barcellona nel quale ipotizza che i bilanci comunali dal 2004 al 2009 siano falsi. Una guerra fatta di carta bollata a tutti gli effetti. La strategia è quella di presentare la mozione con un numero minimo di firme. A quel punto nessuno potrà nascondersi e davanti alla città dovrà prendere una posizione chiara nel corso del voto palese.

Carmelo Pino

“Quello fatto dal sindaco lo ritengo un atto indegno legato al tentativo di cancellare un avversario politico che con la sua determinazione è riuscito a vincere la battaglia al tar e ad annullare la decadenza  del consiglio “, ha commentato laconico Saro Pergolizzi che dovrà studiare le prossime mosse con il suo legale (ha 10 giorni di tempo per dimettersi o rimuovere l’incompatibilità pagando 39 mila euro al comune). Ad onore del vero il sindaco Pino conferma ad Oggi Milazzo che si è trattato di un atto dovuto. La sentenza che riguarda il contenzioso tra Pergolizzi e il comune è vero che risale al 1991 ma si è concluso nel 2012. Al comune è stata notificata la sentenza di condanna il 15 gennaio scorso. Siccome riteniamo che in appello la sentenza possa essere ribaltata, abbiamo dato incarico allo stesso avvocato che ha seguito il processo di opporci”. “Il vero problema della nostra città è un solo, il sindaco – attacca il consigliere Roberto Mellina –  il suo comportamento evince un atteggiamento sempre volto all’odio, alla vendetta, alla prevaricazione, questo è il principale male di questo paese, il momento di crisi che stiamo vivendo può essere affrontato soltanto con l’unione di intenti, abbiamo un estremo bisogno di serenità, di collaborazione e di confronto. Ma la vicenda Pergolizzi mette in evidenza, ancora una volta, il comportamento scellerato da parte del primo cittadino, siamo arrivati all’inverosimile, il sindaco agisce ormai senza controllo, questo suo atteggiamento sta da tempo alimentando un clima di odio che non appartiene a questa città. Mi chiedo come sia possibile che Pino si ricordi solo oggi di una vicenda vecchia quasi un quarto di secolo… Oggi abbiamo la necessità di avere conferma dall’assessorato regionale enti locali riguardo le date delle amministrative a giugno, in questo caso, avremmo la possibilità, nelle prossime settimane, di deliberare i provvedimenti anti dissesto ed immediatamente votare la sfiducia a questo sindaco, al fine di mettere la parola fine a questa pseudo dittatura”. Secondo Mellina “le dichiarazioni rilasciate dal sindaco manifestano, ancora una volta, un atteggiamento “isterico” e di scontro con la città, come sempre dice cose “poco precise”. Sarà così impegnato a cercare una qualche forma di vendetta contro di noi che si dimentica che la principale causa dell’immobilismo di questo Ente è proprio lui, forse dimentica che è stato capace di cambiare 5 (CINQUE) segretari comunali in poco più di un’anno ed il sesto (collaboratore essenziale per la strategia del dissesto), da quando siamo tornati in carica è in ferie e voci di palazzo lo dicono già pronto a lasciare l’incarico. Forse il sindaco podestà dimentica che un dirigente manca dal servizio (per cause personali) da prima della firma della proposta di delibera del dissesto, forse il sindaco dimentica che sono stati, da lui ingaggiati, diversi ragionieri generali esterni che hanno prodotto solo un aggravio dei costi del personale e molta confusione negli uffici, forse il sindaco dimentica quante volte in consiglio gli abbiamo offerto la nostra collaborazione per evitare il dissesto della nostra città, forse il sindaco dimentica che gli uffici di Ragioneria sono, da molto tempo, sprovvisti del ragioniere generale, e che il carico di lavoro è affidato ad un dipendente contrattista, forse il sindaco non sa che parecchie delibere non sono state pubblicate nell’albo pretorio, forse il sindaco non si accorto di essere stato l’unico “Sindaco in Italia”, rispetto a tutti i suoi colleghi, a volere a tutti i costi il fallimento della propria città”, conclude Mellina.

 

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