È stata trovato un giovane esemplare di tartaruga marina nella spiaggia di Sant’Antonio a Capo Milazzo. Il ritrovamento a cura di Giovanni Alibrandi, volontario del Gruppo A’Mare che si occupa di raccogliere dati sulla costa milazzese, è avvenuto tra gli scogli del Capo di Milazzo. “Durante uno dei nostri soliti pattugliamenti sulla costa, uno dei nostri iscritti si è accorto di una strana formazione scura tra le pietre lontane dall’acqua e ci ha chiamato subito –  ha spiegato Dario Nania, perito chimico e subacqueo del Gruppo A’Mare – abbiamo così constatato che l’esemplare appartiene alla specie protetta di Caretta Caretta e misura circa 30 cm di lunghezza”.

Il salvataggio della tartaruga a Capo MIlazzo

“Dopo aver verificato le pessime condizioni del rettile – ha continuato Nania  – abbiamo avvisato le autorità competenti per predisporne il salvataggio”. Di recente, a causa della luna piena, la bassa marea ha raggiunto livelli particolari, facendo ritirare il mare anche di parecchi metri in alcuni punti. L’attenzione dei volontari, in questi giorni, era dunque altissima. Il piccolo esemplare ha un amo con lenza ingerito da tempo, arrivato sin dentro l’intestino e fuoriuscito dall’ano. La custodia dell’animale è ora responsabilità del Centro Recupero Fauna Selvatica di Messina specializzata in questo tipo di interventi sul territorio. Anna Giordano, responsabile provinciale WWF e Presidente onorario del Centro Recupero, ha recuperato questa mattina l’esemplare di caretta caretta che versa in condizioni complicate “ne sapremo di più nei prossimi giorni, ma sicuramente il nostro veterinario procederà a un delicato intervento. L’animale non mangia da mesi ed è deperito” ha detto Anna Giordano ai volontari del club milazzese A’Mare che resteranno in contatto con il Centro di Recupero Fauna Selvatica di Messina per sapere se l’animale si riprenderà. “Gli esemplari della specie caretta caretta – si legge in una nota il gruppo milazzese A’Maresono – sono soliti inghiottire di tutto, dagli ami alle buste di plastica abbandonate in mare che somigliano alle meduse di cui sono ghiotte. Per questo è fondamentale tenere il mare pulito e avvisare le autorità competenti in caso di spiaggiamenti, anche qualora l’animale possa apparire morto. Lo studio e la segnalazione di questi fenomeni può servirci per sensibilizzare le istituzioni al fine di cooperare e porre in essere politiche di salvaguardia più specifiche”.

 

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