Secondo il biomonitoraggio dell’Asp presentato ieri, nel sangue dei ragazzi della Valle del Mela vi sono metalli pesanti: e negli adulti che lavorano nel polo industriale? A chiederserlo sono i Verdi Ecologisti in una nta congiunta a firma di Giuseppe Marano, vicesegretario regionale, Davide Canevari, responsabile cittadino e Silvia Giglione, responsabile della Valle del Mela. «Come Verdi ecologisti di Milazzo e di Sicilia non ci riteniamo per nulla soddisfatti del biomonitoraggio effettuato dall’Asp di Messina in collaborazione con il dipartimento di Medicina Clinica sperimentale e dell’ accordo stipulato con la regione Siciliana – esordiscono – Riteniamo che lo screening effettuato su un campionamento di ragazzi tra i 12 e 14 anni, residenti nei comuni delle Valle del Mela, attraverso l’esame dei liquidi biologici nei quali sono stati valutati i livelli dei Metalli pesanti (arsenico, cadmio, cromo, mercurio, nichel, piombo, e vanadio), sia se pur parziale, assolutamente incompleto».

Milazzo vista dal satellite

I Verdi chiederanno alla Regione Siciliana, all’Asp di Messina, all’Organizzazione Mondiale della Sanità, Istituto Superiore della Sanità, all’Osservatorio Epidemiologico Regionale, affichè venga effettuato lo stesso biomonitoraggio, mirato alla verifica della presenza di questi metalli pesanti (assorbiti e/o accumulati) valutando un campione di cittadini adulti e cittadini lavoratori della Raffineria di Milazzo e di altre aziende del territorio del circondario del Mela, attraverso una analisi approfondita sui capelli, cervello, ossa e tessuti a metabolismo lento dove è arginabile l’accumulo di tali sostanze. «Solo a quel punto – concludono – avremo una completa visione dello stato di salute della popolazione della Valle del Mela e poter prendere decisioni chiare e condivise per il nostro territorio, una zona ad alto rischio di crisi ambientale ancora ad oggi non risanata e non bonificata. Forse è per questo che gli studi non debbano essere mai completi? Noi Verdi ecologisti continueremo a denunciarlo sia in piazza che nelle sedi opportune» conclude la nota.

 

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