Edipower starebbe pianificando la chiusura della centrale termoelettrica di San Filippo del Mela. A sostenerlo un articolo del giornale “International Business Time”, ritenuto “il principale fornitore di notizie finanziarie on line” che vanta 17 edizioni in altrettante lingue (da Honk Kong al Brasile). In un articolo di Roberto Cicchetti viene riportata l’ipotesi legata all’aumento della richiesta di energia fotovoltaica. Una tendenza che danneggerebbe le centrali più vecchie. Quali sono queste centrali? Il sito entra nel dettaglio:

La centrale di San Filippo del Mela

“Edipower – scrive – potrebbe chiudere la termoelettrica a olio combustibile di San Filippo del Mela, a Milazzo in provincia di Messina. Un impianto molto grosso, da 1.280 MW che negli ultimi anni ha avuto più di un problema a ottenere l’Autorizzazione Integrata Ambientale, e nonostante l’aggiornamento dei filtri la popolazione locale è in subbuglio da anni. La seconda è quella a carbone di Brindisi, ha la stessa potenza: 1.280 MW. Anch’essa ha i filtri anti inquinamento e altrettante contestazioni da parte della popolazione locale. Nel 2005 viene sequestrata dalla magistratura perché non a norma e l’impianto viene momentaneamente spento. Poi riparte a mezza potenza. Ce n’è una terza: Api chiuderà a Falconara raffineria e centrale elettrica dal 2013 e dovrà rinunciare al progetto delle due centrali da 520 e 60 mgw in programma per la zona. Anche se si parla di una sospensione e di progetti non ancora decollati, si tratta di un altro segnale negativo per il termoelettrico italiano”. A rischio 1000 posti di lavoro. I segretari generali di Filctem-Cgil, Flaei-Cisl, Uilcem-Uil hanno scritto al ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, per chiedere un incontro urgente. Scrivono i sindacati: “Allarme centrali termoelettriche a olio combustibile. La situazione che si prospetta è assai grave; da un lato l’eccesso di offerta tiene fermi anche i più moderni cicli combinati a gas, dall’altro se le centrali a olio devono rimanere disponibili per i “casi di emergenza” devono essere messe a norma: ma in questo caso – dicono le aziende, comprensibilmente – ci vuole certezza che la potenza disponibile sia remunerata. In ballo ci sono un migliaio di posti di lavoro, oltre a tutto l’indotto che ci gravita attorno per le manutenzioni”. “La nuova proprietà di Edipower (A2A) – conclude l’articolo di International Business Times – quindi, potrebbe tirare i remi in barca e decidere di rivendere questi impianti vecchi, costosi e inquinanti messi ormai fuori mercato dalla crisi e dal fotovoltaico. Per la centrale brindisina si sta avanzando l’ipotesi di trasformarla in un inceneritore di rifiuti”.

 

L’articolo originale può essere letto integralmente al link: http://it.ibtimes.com/articles/31466/20120615/fotovoltaico-centrali-elettriche-termoelettrico-produzione-potenza-chiusura-brindisi-milazzo.htm

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