Milazzo insiste per uscire dall’Autorità portuale. Anche nella riunione dei capigruppo di questa mattina – alla quale è intervenuto pure il sindaco Carmelo Pino – è stata ribadita la necessità di porre fine ad una situazione definita di “sudditanza nei confronti dell’Autority che da sempre sta penalizzando il porto di Milazzo e conseguentemente la sua autonomia”. Nei vari interventi i capigruppo hanno sottolineato tutte le criticità che puntualmente si ripetono: dal dragaggio dei fondali alla sistemazione delle banchine, passando poi per l’assenza di opere infrastrutturali nonostante una disponibilità nelle casse dell’Autorità portuale di oltre 30 milioni di euro, somme destinate esclusivamente al porto di Messina. “Il presidente Lo Bosco non ha mantenuto le promesse assunte in consiglio comunale – hanno detto i rappresentanti delle forze politiche nei vari interventi – nonostante avesse fornito scadenze che sono puntualmente saltate. Oggi il nostro porto soffre proprio la carenza di interventi e la conseguenza è la crisi del comparto, con pochi operatori del porto che lavorano regolarmente, la compagnia portuale costretta a ridurre l’organico del 50 per cento e la presenza di ditte non locali incaricate da Messina che pochissimo spazio danno alle maestranze milazzesi. Stesso discorso vale per il Prp, fermo da anni e per questo occorrerà valutare se esistono i presupposti per la revoca del progettista”.A conclusione dell’analisi, la proposta di dare mandato all’Amministrazione di attivarsi, anche con supporti giuridici, per valutare l’ipotesi di chiedere il distacco dell’Autorità portuale per una gestione autonoma del porto di Milazzo.Il sindaco Pino ha preso atto della situazione sottolineando da parte sua la necessità di fare chiarezza su questa situazione del porto di Milazzo ribadendo la disponibilità dell’Amministrazione a condividere assieme al Consiglio qualsiasi percorso che restituisca al porto di Milazzo “quel ruolo e quella dignità che gli spettano per poter dare allo stesso quel ruolo di traino dell’economia. In chiusura si è così deciso di tornare in aula per votare un documento corredato delle motivazioni tecnico-giuridiche che valuti il “distacco” di Milazzo dall’Autority.

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