Stamattina il presidente del consiglio comunale, Saro Pergolizzi, si è recato a Palermo per presentare al magistrato contabile Paolo Bertozzi la situazione economica del bilancio del comune di Milazzo sui cui pende la spada di damocle del dissesto. Pergolizzi ha esposto le criticità e le eventuali strade da intraprendere per evitare il default. Bertozzi, secondo il raccolto del politico, ha risposto che la Corte dei Conti può intervenire solo dopo l’approvazione del dissesto (in Sicilia non è stata recepita la legge nazionale sul “dissesto guidato”). Avrebbe consigliato di fare tutto il possibile per sanare i conti con la vendita degli immobili e incassando i crediti esigibili che ammonterebbero a 28 milioni di euro. «Il magistrato – sostiene Pergolizzi – mi ha anche sottolineato che la relazione su cui il consiglio si dovrà esprimere non è quella dei revisori dei conti (due su tre vedono come unica strada la certificazione del dissesto) ma del ragioniere generale». Domani Pergolizzi relazionerà in aula. L’ipotesi più probabile è l’approvazione di una mozione in cui si invita il sindaco Carmelo Pino a fare tutto il necessario per vendere in tempi celeri i beni alienabili e incassare i crediti. Si parla di milioni di euro di bollette dell’acqua e rifiuti non pagate, tasse sugli immobili, multe. Il consiglio comunale si trova in una posizione delicata: se non approverà il dissesto, in caso la situazione contabile si aggravasse nei mesi successivi, rischierebbe di essere accusata di danno erariale. Se certificasse il default, invece, danneggerebbe centinaia di fornitori che verrebbero pagati solo al 50% con la conseguente ripercussione “elettorale”.

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